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Politica

Tangenti a Nicoli Cristiani, Formigoni: dimissioni? Per carità

Di Redazione1 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

MILANO — Sta provocando un terremoto anche politico l’indagine della Direzione distrettuale antimafia sul traffico e smaltimento illecito di rifiuti partita dal gruppo Locatelli. Dopo l’arresto del vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, oggi il presidente della Regione Roberto Formigoni ha convocato una conferenza stampa per chiarire la sua posizione sulla bufera giudiziaria che sta investendo anche il Pirellone.

“È vero che un paio di settimane fa Nicoli Cristiani mi disse che c’era un imprenditore di sua conoscenza che voleva partecipare all’Expo. Mi chiese se poteva parlare con Alli e gli dissi di sì” ha detto il governatore. La cosa, spiega, “non sembrò una cosa strana, in quanto Paolo Alli è il sottosegretario per l’Expo e l’attuazione del programma regionale. Questo appuntamento però – aggiunge Formigoni – non si è mai realizzato”.

L’imprenditore in questione era proprio Pierluca Locatelli che, secondo i riscontri nelle mani degli investigatori avrebbe pagato a Nicoli Cristiani una tangente da 100 mila euro per accelerare l’iter di autorizzazione di una discarica d’amianto nel Cremonese.

“Nicoli Cristiani non mi ha mai detto il nome dell’imprenditore in questione – ha affermato Formigoni -, ma quando ho chiesto ad Alli se lo ricordava, mi ha risposto che gli sembrava fosse proprio Locatelli”.

Alla domanda se intenda rassegnare le dimissioni, Formigoni ha risposto secco: “Per carità”. “Mi addolora, immalinconisce e sconcerta vedere nomi dedicati alla politica cedere a comportamenti illegali e contrari all’idea che io ho della politica che deve essere servizio comune” ha sottolineato il governatore -. Ma non capisco perché qualcuno chieda le mie dimissioni di fronte a responsabilità che non mi lambiscono minimamente”.

Nel frattempo, il filone dell’inchiesta della Procura di Brescia che vede indagati per corruzione Nicoli Cristiani, il responsabile degli staff dell’Arpa della Lombardia, Giuseppe Rotondaro e gli imprenditori Pierluca Locatelli e Orietta Pace Rocca, passa per competenza territoriale a Milano. Il fascicolo è nelle mani del procuratore aggiunto Alfredo Robledo. L’inchiesta sul traffico illlecito di rifiuti resta invece a Brescia.

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