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Provincia

Inchiesta rifiuti sotto la Brebemi, i magistrati: siamo solo all’inizio

Di Redazione1 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Fabio Salomone con gli investigatori dell'antimafia

Fabio Salomone con gli investigatori dell'antimafia

BERGAMO — Sotto la Brebemi, l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano in costruzione nella Bassa Bergamasca, ci sarebbero rifiuti velenosi non trattati e scorie mescolate con materiale da demolizione. E’ quanto emerso dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Brescia che, dopo aver portato all’arresto di 10 persone fra cui il vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia Franco Nicoli Cristiani e l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, potrebbe portare ad altri sviluppi clamorosi.

Secondo quanto reso noto finora, la centro di un vasto traffico e smaltimento illecito di rifiuti ci sarebbe il gruppo di aziende che fa capo a Locatelli, arrestato ieri e tradotto in carcere con l’accusa di corruzione aggravata e traffico e smaltimento illecito di rifiuti (art. 260 de Testo unico delle normative sull’Ambiente).

In estrema sintesi, secondo le accuse, l’imprenditore invece di trattare e smaltire a norma di legge gli scarti pericolosi che le sue aziende ricevevano da diverse acciaierie lombarde, li faceva interrare nei cantieri della Brebemi di Cassano d’Adda e Fara Olivana con Sola.

“Il procedimento non è finito qui e ci saranno nuovi indagati” ha annunciato il procuratore aggiunto di Brescia Fabio Salomone, nel corso di una conferenza stampa in Procura insieme con il procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Maria Dell’Osso. Le accuse sono pesantissime, tanto che i magistrati hanno parlato di un “malaffare contiguo alla criminalità organizzata, ricordando che è solo un luogo comune che il traffico illegale di rifiuti riguardi solo le Regioni del Sud”.

Gli altri arrestati sono Giovanni Battista Pagani, di Pontoglio, factotum di Locatelli; Bartolomeo Beniamino Gregori, 42 anni di Telgate, che per il Gruppo Locatelli gestisce gli autisti, i viaggi e i mezzi di trasporto; Egidio Grechi, 52 anni di Romano di Lombardia, consulente ambientale della holding; Walter Rocca, 43 anni di Bolgare, responsabile dell’impianto di Calcinate (ora sotto sequestro preventivo) sempre dello stesso gruppo; David Oldrati, 44 anni di origini svizzere, titolare della “Terraverde Srl” di Gorlago, che ha svolto la consulenza ambientale sulla cava da trasformare in discarica a Cappella Cantone (Cremona) e il suo consulente Giorgio Oprandi, 31 anni di Vertova. Oltre a Giuseppe Rotondaro, coordinatore degli staff della direzione generale di Arpa Lombardia, accusato di aver ricevuto una tangente di 10mila euro il 30 settembre scorso e alla moglie di Locatelli Orietta Rocca che si trova ai domiciliari. Dovranno rispondere di accuse a vario titolo.

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