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Bergamo

Teatro: Sabina Guzzanti venerdì sera a Bergamo

Di Redazione29 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sabina Guzzanti

Sabina Guzzanti

BERGAMO — Il mese di dicembre al CrebergTeatro Bergamo si apre con un bis imperdibile di appuntamenti. Venerdì 2 dicembre alle ore 21 protagonista sarà la pungente satira di Sabina Guzzanti, che sul palco di via Pizzo della Presolana presenterà il suo nuovo spettacolo: “Si! Si! Si! Oh, sì!”, un excursus tra le persone e i personaggi che hanno animato la vita politica e civile di quest’ultimo ventennio. Sabato 3 dicembre sempre alle ore 21, sarà invece l’energia del Ballet Nueva Cuba a invadere il teatro bergamasco, con un grande show danzato e cantato dal titolo “Havana Song and Dance”.

Sull’onda dell’entusiasmo referendario che sembra aver ridestato l’Italia dopo anni di torpore, “Sì! Sì! Sì! Oh, sì!” è uno spettacolo liberatorio, con il quale Sabina Guzzanti – e di conseguenza il suo pubblico – prova appunto a liberarsi, una volta per tutte, dalle ingombranti presenze che la perseguitano ormai da anni, e iniziare finalmente una nuova vita. Al centro del mirino non ci sarà solamente l’ormai ex Presidente del Consiglio, del quale l’attrice ripercorre il tragitto politico e umano a cominciare dal loro, a tutt’oggi inedito, primo incontro ad Arcore in tempi non sospetti, ma anche Bruno Vespa e il suo salotto televisivo, con le immancabili presenze di Valeria Marini, Clarissa Burt e Barbara Palombelli, naturalmente. Non mancherà l’arena di Maria De Filippi con i suoi improbabili giovani, fino alle migliori menti del centrosinistra, come Lucia Annunziata, Massimo D’Alema e anche Pierluigi Bersani.

I ricordi e gli aneddoti, personali e pubblici, raccolti negli oltre vent’anni di carriera da Sabina Guzzanti, intessendosi con le maschere e le parodie che l’hanno resa popolare al pubblico televisivo (dopo tanti anni ritornerà in un cameo anche Moana Pozzi, l’ispiratrice originaria del “Partito dell’Amore”), ricompongono così la storia recente del nostro Paese e del suo resistibile declino, fino a intravedere una flebile luce alla fine del tunnel. Certamente il domani non sarà facile e le speranze di un nuovo risorgimento si scontreranno necessariamente con le difficoltà di un’Italia in profonda crisi e tutta da ricostruire, per molti versi simile a quella del secondo Dopoguerra. Di buono c’è che anche la nostra prima Repubblica nacque da un referendum. Sarà arrivato di nuovo il momento di voltare pagina? Sabina spera che sia il suo pubblico a rispondere “Sì! Sì! Sì! Oh, sì!”

Sabato 3 dicembre invece dodici ballerini cubani, ovvero il Ballet Nueva Cuba, porteranno tutta la vitalità contagiosa della loro gente e della loro musica, cercando di ricreare quell’atmosfera unica che è possibile trovare solo nell’arcipelago caraibico. Gli straordinari ballerini saranno accompagnati dall’orchestra “Los Jovenes clasico del Son” e racconteranno, come in un viaggio, la storia di un popolo, che nasce dalle strade dell’Avana di oggi e che racchiude in sé la visione realistica di un paese sull’orlo del cambiamento, di giovani che sognano un futuro altrove, lontano da un’isola fuori dal tempo. Questa è la storia di Papito, che canta la musica della nuova generazione cubana sognando fama e fortuna nelle strade lastricate d’oro di Miami, e di suo padre Ramon, re della Rumba, che vive invece nel ricordo del grandioso passato musicale di Cuba. Attraverso questi personaggi, il pubblico viene trascinato in un viaggio che va dalle danze della fertilità degli schiavi africani, alla musica degli anni cinquanta, dal mambo e cha cha cha fino alla salsa, la timba ed il reggaeton. Un crescendo di ritmi travolgenti che attraverso i virtuosismi e la sensualità dei ballerini, trasmettono al pubblico la grande gioia di vivere del popolo cubano.

Musica, danza e canto mantengono la spontaneità e l’energia di un incontro, una vitalità contagiosa di una cultura che balla per noi e ci regala le sue emozioni.

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