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Editoriali Politica

Iperf e Termini Imerese: se il buon giorno si vede dal mattino

Di Redazione29 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

E dopo sarà diverso, ma peggiore. E’ vero infatti che “senza vento l’aria sarebbe stata uno stagno putrido, ma anche le ventate risanatrici trascinavano con sé tante porcherie”. E’ il rischio che ci pare d’intravedere con questo nuovo Governo, fin dai suoi primi atti. Tanto nuovo temporalmente, tanto vecchio culturalmente.

Riduzione dell’acconto irpef e soluzione, se la si può chiamare così, della questione Termini Imerese: la prima è una misura populista che non regala niente e rischia anzi di aggravare i problemi. Il Governo infatti non ha ridotto le imposte, le ha solo rinviate. E dunque a giugno, quando ci sarà da versare il saldo, con il primo acconto cosa succederà se la gente questi soldi li avrà spesi per le feste di Natale? Già perché lo Stato, il Signor Monti, questi soldi li sta aspettando, mica li ha regalati, anzi.

In pratica al debito medio degli italiani causato dalla crisi per il 2012 ci sarà da aggiungere quello per l’acconto rinviato.  Speriamo che i connazionali facciano bene i conti. Speriamo anche che il Governo non favorisca, come già è successo negli Usa, il ricorso al mutuo sulla casa per avere liquidità. Perché è una cosa che sta già accadendo, ed è il modo perfetto per perdere anche la propria abitazione.

Io cittadino comune, nel momento in cui non guadagno abbastanza, mi faccio prestare i soldi da una banca mettendo a garanzia la casa. E la banca lo fa. Se la mia casa vale 100 mi presta 50. E io che non riesco nemmeno a fare fronte alle spese adesso ho in più un debito che non saprò come ripagare. E alla fine la banca avrà la mia casa a metà prezzo…

Lo abbiamo già visto far fare ai cittadini in Usa da banchieri e finanzieri, ci spiacerebbe vederlo in Italia. E questo ci porta dritti dritti a un’altra considerazione: ma chi ha spinto questo processo di spoliazione negli Usa non era nelle stesse banche e associazioni internazionali (Trilateral ad esempio) di chi oggi ci governa? Non vogliamo sottintendere nulla, per amor di Dio, solo tenerci informati.

Il secondo provvedimento farebbe arrossire un qualsiasi politico della prima Repubblica: cosa ci vuole e che successo è mettere a carico delle finanze pubbliche centinaia di persone in Cassa Integrazione per poi scaricarle sul caos previdenziale? Dove è il guizzo del grande tecnico? Una operazione così la poteva fare Monsù Travet senza nemmeno tanta fatica.

Ma tant’è, per finire come ho cominciato, devo dire che probabilmente “appartengo ad una generazione disgraziata, a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due”.

Camillo Flammarion

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