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Bergamo

I commercialisti: altro che casta, non abbiamo riserve di legge

Di Redazione29 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tavolo dei relatori, all'assemblea annuale dell'Ordine di Bergamo

Il tavolo dei relatori, all'assemblea annuale dell'Ordine di Bergamo

BERGAMO — “Siamo tutti consapevoli del grave momento di crisi economica che sta vivendo il nostro paese e di come l’azione di risanamento, indispensabile per evitare conseguenze ancora più disastrose, sarà certamente lunga e richiederà un impegno e una condivisione corale da parte di tutte le componenti della società italiana”. Con queste parole Alberto Carrara ha aperto l’assemblea annuale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, che si è tenuto oggi alla Fiera di Bergamo dove per l’approvazione del bilancio sono intervenuti 350 iscritti.

Un esordio che ha voluto essere un chiaro richiamo alle novità contenute nella bozza del maxiemendamento della Legge di stabilità, già duramente criticate da Carrara e dal consiglio nazionale nelle scorse settimane.

“Questo non vuole dire – ha aggiunto – che si debba accettare una mistificazione della realtà per trovare dei capri espiatori, come se la situazione di crisi fosse causata dall’esistenza di categorie professionali quale la nostra. Ultimamente i professionisti vengono additati all’opinione pubblica quali caste di privilegiati, additandoli ad ostacolo allo sviluppo in quanto portatori di interessi particolari che mirano alla conservazione e che contrastano con l’interesse collettivo di vivere in un paese moderno ed efficiente. E’ facile demonizzare con semplici slogan una categoria professionale definendola una casta e definendo le sue richieste come dei tentativi di difesa di privilegi corporativi”.

“Non sfugge certamente a nessuno – ha continuato Carrara- che siamo una categoria che è cresciuta di numero in modo esponenziale negli ultimi anni. Non è formata, se non in minima parte, da figli d’arte, bensì da tanti professionisti che provengono da diverse estrazioni sociali, molti dei quali sotto i 35 /40 anni. Siamo professionisti che con fatica hanno studiato, si sono formati, hanno superato un esame di stato posto a tutela dell’interesse della collettività, lavorano con ritmi frenetici in quanto imposti da scadenze talvolta assurde, affrontando problematiche sempre più complesse. Negli anni siamo sempre stati al fianco dell’amministrazione pubblica, con ampie funzioni di supplenza nei confronti delle carenze della stessa. Vogliamo ricordare che abbiamo da tempo abolito i limiti tariffari, che abbiamo un obbligo di formazione continua, che siamo la categoria che ha meno riserve di legge. Cosa chiediamo al legislatore? Chiediamo solamente di poter svolgere il nostro lavoro con una certezza sulle prospettive future che non devono essere messe a repentaglio da scelte legislative”.

Sul banco degli imputati la proposta di ridurre i membri del collegio sindacale delle Srl e Spa, con meno di 10 milioni di capitale sociale, dai tre attuali a uno solo e l’intenzione di legittimare società in cui il socio di capitale potrà avere la maggioranza e partecipare all’amministrazione della società.

“Se il primo coincide con un massiccio depotenziamento dell’organo storicamente deputato a sorvegliare la legalità dell’amministrazione, cancellando con un tratto di penna le nostre competenze e professionalità, il secondo è un atto altrettanto grave – ha proseguito Carrara -. Perché alle società professionali non servono solo capitali ma soprattutto cervelli e competenza, ma questo il legislatore non sembra averlo capito assimilando il nostro lavoro non ad attività professionali bensì ad attività di erogazione di servizi”.

La sala gremita

La sala gremita

Dopo l’affondo iniziale, l’assemblea è entrata nel vivo del tradizionale bilancio di quanto realizzato nel corso dell’ultimo anno per tracciare le linee programmatiche per il futuro. Alberto Carrara ha sottolineato il costante impegno sul fronte della formazione, che nel 2011 ha portato all’organizzazione di 137 corsi, per un totale di 605 ore, di cui 123 gratuite. Un impegno destinato a rimanere tale per il futuro, anche sul fronte dell’accessibilità agli eventi formativi e allo stesso ordine professionale.

“Anche nel 2012 proseguiremo cercando di realizzare un numero sempre più elevato di eventi gratuiti, in costante crescita negli ultimi anni, grazie anche ai risparmi ottenuti su altre voci di spesa, come, tanto per citarne una, la festa di Natale – ha proseguito Carrara -. Abbiamo anche proseguito nella scelta di offrire ai giovani neo-iscritti una quota ridotta d’iscrizione per i primi 5 anni. È un piccolo segnale di attenzione verso i tanti giovani che si trovano a lavorare in un contesto molto difficile e un atto di coerenza con la scelta di mantenere invariata la quota per tutti gli altri colleghi, tra le più basse di tutto il Nord Italia”.

Una scelta vincente se si guarda al numero degli iscritti, in continua crescita: l’Ordine di Bergamo ha infatti raggiunto la quota delle 1573 iscrizioni, a cui vanno aggiunti 184 praticanti, di cui 162 tirocinanti commercialisti e 22 tirocinanti esperti contabili.

Per il miglioramento della qualità e dell’efficienza operativa dell’Ordine, particolare importanza ha assunto nel 2011 il lavoro delle commissioni istituzionali, organismi costituiti all’inizio del 2009 e deputati all’approfondimento di temi specifici riguardanti l’attività professionale e l’organizzazione di convegni di aggiornamento. Il loro contributo proseguirà nel prossimo anno.

Una menzione speciale è andata alle commissioni Disciplina (presieduta da Augusto Tucci), Formazione professionale Continua (presieduta da Umberto Gavazzeni), Incompatibilità (presieduta da Sergio Sala), Liquidazione parcelle (Claudio Melegoni), Tirocinio professionale (Silvia Bassoli) e Arbitrio e conciliazione, istituita nel maggio scorso e presieduta da Alberto Bonalumi.

Infine Alberto Carrara ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalle proficue collaborazioni in essere con le altre istituzioni del territorio, ricordando che nel 2011, grazie al supporto della CCIAA e degli Ordini degli avvocati e dei notai, è stato costituito un organismo di conciliazione, deputato a intervenire nei tentativi di mediazione per contribuire in modo significativo a migliorare lo stato della giustizia civile.

Il presidente ha rinnovato l’auspicio che l’Ordine dei commercialisti possa sempre di più essere considerato, soprattutto dai giovani, “una casa comune”, con cui dialogare costruttivamente.

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