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Altri 1300 lavoratori a rischio. La Cgil attacca Formigoni

Di Redazione25 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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BERGAMO — Sono circa 1300 i lavoratori dell’industria lombarda che nei prossimi mesi rischiano di perdere il posto di lavoro. E’ quanto risulta dai dati a disposizione della Fiom che lancia accuse nei confronti della Regione, rea di aver tergiversato.

Le industrie a rischio licenziamento sono la Sisme di Como, Whirlpool di Varese, Rsi di Lecco, Anovo di Saronno, Luxit di Bergamo, dice il sindacato.

“Un mese fa, dopo la manifestazione fuori dal Pirellone dei lavoratori metalmeccanici di Jabil, Bames e Mangiarotti – ricorda la Fiom – il Consiglio regionale della Lombardia si impegnava ad attuare una serie di misure contro la crisi che sta mettendo in ginocchio il territorio. Tra queste: l’istituzione di una cabina di regia con le parti sociali per monitorare i problemi più acuti del tessuto produttivo, individuando interventi tempestivi ed efficaci; l’utilizzo di strumenti che la Regione ha a disposizione per consolidare occupazione e vocazione manifatturiera del territorio; l’attivazione di interventi sul mercato del lavoro per giovani, donne e over 45; il governo delle aree dismesse per favorire insediamenti produttivi, disincentivando le attività di carattere immobiliare; il sostegno del Made in Italy. Il Consiglio ha incaricato la commissione competente di individuare: gli elementi normativi e programmatori per un rilancio del settore industriale; lo sviluppo della filiera della green economy; sostegni finanziari e di riconversione di specifici casi aziendali o comparti in difficoltà con l’obbiettivo del rilancio della produzione, mantenimento delle aziende e dell’occupazione sul territorio; possibilità di orientare i bandi regionali alla creazione di occupazione aggiuntiva”.

Di tutto ciò, precisa il sindacato dei metalmeccanici, “sono rimaste sole belle parole al vento perché nell’ultimo mese la Regione non ha fatto nulla di concreto. E nel frattempo altri posti di lavoro sono stati persi”.

“Chiediamo a Formigoni e ai suoi di provare a immedesimarsi anche solo per un minuto nei panni di queste famiglie che senza un lavoro rischiano di finire allo sbando – dice Mirko Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia -. Qui servono misure urgenti e tempestive per contrastare la crisi e l’emorragia di posti di lavoro. Non ci vuole molto per capire il disastro verso cui stiamo andando”.

“E’ ora – conclude Rota – che le istituzioni si impegnino concretamente e al più presto per risolvere i problemi del territorio. Ricordiamo che in Lombardia ci sono 70mila cassa integrati soltanto nel metalmeccanico e che oltre 15mila dipendenti di oltre 110 aziende metalmeccaniche vivono con i contratti di solidarietà”.

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