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Politica

Abm, Oriani: abbiamo messo fine dell’Iri di Bettoni

Di Redazione24 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Matteo Oriani

Matteo Oriani

BERGAMO — Con una delibera assunta dalla terza commissione consiliare, la Provincia ha messo la parola fine all’esperienza di Abm, la società multiutility creata da Valerio Bettoni per gestire i servizi della Bergamasca.

Nella delibera di ieri, la Provincia che detiene le maggioranza delle quote azionarie del gruppo, ha indicato le linee di indirizzo per la cessazione anticipata dell’affidamento diretto alla società Abm Calor Srl del servizio di gestione e manutenzione degli impianti termici, idrosanitari, di ventilazione e antincendio di tutti gli immobili di proprietà della Provincia, per la dismissione delle società Abm Calor Srl (di cui Abm è socia al 100 per cento), Abm Service Srl (partecipata al 100%), Abm Energy Spa (partecipata al 98%) e Mistral Spa (partecipata al 60%) nonché per la messa in liquidazione della società Vocem Srl (di cui Abm è socia al 100%).

“Con un’unica delibera (che segue altre delibere fatte negli ultimi due anni) mettiamo una pietra tombale all’Iri in salsa bergamasca tanto voluta da Bettoni” spiega il consigliere provinciale del Pdl Matteo Oriani, che ha presieduto la seduta di oggi.

“L’obiettivo è quello di chiudere la parte più cospicua delle società partecipate della Provincia, società che hanno creato negli anni più svantaggi che vantaggi ai bergamaschi” continua Oriani.

“Il disegno politico di ABM è nato con una mentalità vecchia e superata dalla storia, che ha danneggiato il nostro territorio privandolo di fondi per investimenti più utili – afferma Oriani – Le scelte amministrative della maggioranza (PDL e Lega) che oggi governa la Provincia di Bergamo sono improntate al rispetto del programma elettorale, nel quale era stato inserito (proprio su sollecitazione del Popolo della Libertà) l’impegno a effettuare un’analisi dell’utilità delle società partecipate nonché la necessaria programmazione della loro dismissione nel rispetto del principio di sussidiarietà. Questa è la dimostrazione che si sta cercando (pur nei tempi e nei modi previsti dalla legge) di ridurre le spese inutili e di fare piazza pulita di una concezione della res publica completamente sbagliata, nella quale il pubblico è autorizzato a sperperare risorse. Per questo un plauso va al presidente della Provincia Ettore Pirovano, alla sua Giunta, ai funzionari dell’ente e al consiglio di amministrazione di ABM”.

In particolare, rimarca Oriani “è stato il comparto energia di Abm a generare ingenti perdite, che la Provincia ha dovuto ripianare. La vicenda Vocem è nota: a seguito del fallimento dell’operazione finalizzata alla costruzione di una centrale biomasse a Benevento e dei contenziosi aperti presso il Tar dai quali Vocem è uscita sconfitta, il bilancio 2010 della società ha chiuso con una perdita di 2 milioni e 350 mila euro. Inoltre, sul groppone di Vocem sono rimasti debiti nei confronti dello Stato per 4,2 milioni, erogati per la costruzione della centrale e da restituire (con gli interessi, per un totale di 5 milioni) visto che la centrale non è mai stata realizzata. Mistral (che produce energia nel parco eolico a Troia in Puglia ed è l’unico “pezzo” valido di ABM) viene venduta proprio per ripianare il debito contratto con lo Stato”.

Quanto ad Abm Calor Srl, la Provincia, in funzione delle nuove norme sopraggiunte sui servizi di rilevanza economica, ha deciso di toglierle la gestione dei servizi del calore di 70 immobili e di assegnarla con gare pubbliche individuando gli operatore sul mercato. “La bolletta del 2010 è stata di 4 milioni e 980 mila euro, a cui sono da aggiungere 100 mila euro per la gestione degli immobili in affitto – spiega Oriani – Sfruttando il mercato, la spesa, costo del metano permettendo, sarà di 4,6 milioni di euro, che comprendono anche 200 mila euro di investimenti da destinare al miglioramento degli impianti termici”.

“I 500mila euro risparmiati – sostiene il consigliere provinciale – saranno reinvestiti sul risparmio energetico degli edifici, che si sommeranno agli altri 200 mila: trattandosi di scuole abbiamo un bel tesoretto di 700 mila euro per migliorarne la funzionalità”, conclude Oriani.

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