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Bergamo

Bergamo, Polizia ridotta all’osso: non garantiamo la sicurezza in città

Di Redazione22 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una volante della Polizia

Una volante della Polizia

BERGAMO — “Il personale addetto ai servizi di prevenzione generale non è sufficiente per garantire il “minimo sindacale” alla cittadinanza così come non riesce nemmeno a garantire la sicurezza degli stessi operatori che spesso e volentieri si trovano soli ad affrontare situazioni delicate e pericolose”. Lo sostiene il sindacato di Polizia Ugl di Bergamo in riferimento ai fatti di via Paglia.

Il sindacato sottolinea di aver lanciato l’allarme sulla mancanza di personale fin dal 2010. “Più volte abbiamo scritto ai vertici della Questura per potenziare i servizi dedicati al controllo del territorio senza ricevere alcun segnale incoraggiante ed anzi vedendo aumentare i servizi a carico di operatori già sottoposti a carichi di lavoro eccessivi”.

“Solo questa sera due episodi criminosi gravi hanno impegnato per molte ore le due uniche volanti presenti lasciando il territorio cittadino sguarnito e in balia di qualsiasi avvenimento potenzialmente pericoloso”.

“Però solo nel momento in cui i reati commessi nella nostra città colpiscono figure eccellenti della nostra società ci si accorge che la presenza delle Forze di Polizia è ormai ridotta all’osso e le poche volanti, quando va bene due molto spesso una sola, non riescono a garantire la sicurezza minima dei cittadini”.

“La carenza di personale e mezzi nella Polizia di Stato è cronica e diffusa a livello nazionale e di questa situazione, aggravata dalle poche assunzioni, ne risentono maggiormente le provincie del Nord martoriate da un ricambio frequentissimo di personale che viene trasferito al Sud. Apprezziamo l’intervento del Consiglio Comunale di Bergamo volto a rappresentare al Ministero dell’Interno tali problematiche, suggeriamo, però, ai rappresentanti cittadini di chiedere “conto” anche al Questore di Bergamo affinchè intervenga impiegando al meglio il personale a sua disposizione, magari utilizzando qualche “riserva” che da troppo tempo “siede in panchina sperando che i titolari continuino a correre e non si stanchino mai” in maniera tale da rimanere belli comodi dietro a qualche scrivania” conclude l’Ugl.

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