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Isola

Yara, doccia fredda: non ci sono dna compatibili con l’assassino

Di Redazione21 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il pubblico ministero Letizia Ruggeri

Il pubblico ministero Letizia Ruggeri

BERGAMO — “Non abbiamo dna compatibili con quello dell’assassino. Di Dna ne abbiamo analizzati tantissimi e trovati alcuni più somiglianti, altri meno. Ma non ci sono compatibilità”. Lo ha detto il pubblico ministero Letizia Ruggeri, titolare delle indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio, in un’intervista a TeleLombardia che sarà trasmessa questa sera.

Si tratta di una doccia fredda per chi pensava che la soluzione del caso fosse vicina. “Al momento – ha spiegato il magistrato nelle anticipazioni diffuse -, non sono stati trovati rapporti di parentela certi tra i profili genetici analizzati e quello trovato sugli slip della ragazzina”.

Il pubblico ministero non può nemmeno dire se i sospetti si concentrino in modo esclusivo su uno straniero o su un italiano. Tant’è vero che i “prelievi proseguono. Siamo arrivati quasi a 10 mila. Per ora il campo delle indagini non si può restringere e di svolta non si può parlare. E’ un’indagine che prosegue per acquisizioni successive, mettiamo un tassello alla volta”.

Nell’intervista il magistrato aggiunge anche che finora le forze dell’ordine “hanno fatto un lavoro monumentale”, e conclude che “si è sempre parlato a sproposito di furgoni bianchi” aggiungendo che “al momento non ci sono evidenze a carico di operai del cantiere di Mapello”.

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