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Lettere Valseriana

Comprensorio Valseriana e Scalve: contano di più i Comuni o Orobievive?

Di Redazione21 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lizzola

Lizzola

Buongiorno,

scrivo la presente a seguito della pubblicazione su un quotidiano locale dell’€™articolo afferente la realizzazione del comprensorio che dovrebbe unire l’Alta Valle Seriana con la Valle di Scalve. Nell’€™articolo si fa riferimento ad un investimento immobiliare (albergo + abitazioni).

La realizzazione del comprensorio è vicenda ormai nota e non solo agli addetti ai lavori, bensì anche alla popolazione locale e non, che grazie al contributo dei media ha potuto seguire l’€™evolvere del progetto passo passo.

Con mio grande rammarico ho potuto constatare come nemmeno dopo poche ore dalla pubblicazione dell’€™articolo si è registrata una risposta a dir poco tempestiva da parte di Orobievive che pare una vera e propria levata di scudi incomprensibile.

Questa associazione che si fregia del nome della catena orobica pare abbia la propria ragion d’€™essere unicamente per opporsi in ogni modo al comprensorio sciistico che vedrà collegate le stazioni sciistiche di Colere, Lizzola, Spiazzi di Gromo e Vilminore di Scalve, quest’ultima assumendo tale qualità grazie ai nuovi impianti ed alle piste che sorgeranno sul suo territorio.

Il rammarico di cui sopra si concretizza nel verificare inoppugnabilmente ad ogni situazione ed intervento di Orobievive che nei confronti degli investimenti faraonici, si sottolinea ancora faraonici, della Valle Brembana, in primis ma non solo (INVESTIMENTI CHE SI BADI IO STESSA AUSPICO PER LA VALLE SERIANA E DI SCALVE), interventi cementificatori ad esempio di San Pellegrino e le colate di cemento e gli sbancamenti di montagna che avvengono ed avverranno a Foppolo non si espongono alla minima opposizione.

La questione mi arrovella, e con me arrovella una serie di persone con cui più volte ho potuto confrontarmi. Orbene ci si chiede se in verità questa associazione tuteli non tutta l’Orobia, come sembrerebbe dato il nome, ma unicamente quella parte in cui risiedono gli esponenti dell’€™associazione e gli aderenti.

Nulla di illegittimo in tutto ciò, si badi, tuttavia non si può omettere di sottolineare quanto riportato sopra.

Si fa rilevare in ogni caso come l’associazione in commento sia una libera associazione di privati che a differenza delle istituzioni comunali, dello Stato, non ha legittimazione popolare alcuna. Credo che i comuni e gli enti coinvolti, si ribadisce esponenziali della collettività stanziata, abbiano certamente maggior titolo di rappresentare gli interessi della collettività stanziata sul territorio.

E’ assurdo, ogni volta, riscontrare come queste associazioni ambientaliste, pur non essendo elette democraticamente riescano in qualche modo ad offrire una intransigente opposizione a progetti studiati e definiti da organi democraticamente eletti.

Al riguardo, non si può certo dire che tale collettività non conosca la tematica del collegamento in divenire delle stazioni poiché da un lato è una questione ormai quarantennale e dall’altro grazie anche all’attività di Orobievive è stata più volte dibattuta anche aspramente.

Il corpo elettorale ha più volte espresso una maggioranza nei diversi comuni interessati favorevole allo sviluppo degli impianti sciistici e del collegamento dei paesi in particolare. Credo che in democrazia ciò che importa sia la volontà della popolazione che vive in un territorio.

L’intrusione di qualsivoglia associazione tesa a modificare le decisioni delle istituzioni locali non può che essere vista come un’attività volta a sovvertire le decisioni prese dalle istituzioni locali.

Credo che sia necessario chiarire ogni possibile equivoco circa gli intendimenti di questa associazione magari dando loro la possibilità di spiegare in concreto il loro piano di sviluppo del territorio spiegando dati alla mano quale tipo di ricaduta possa avere sul territorio in termini di posti di lavoro e di ricchezza prodotta.

Questo tipo di attività deve essere consentita anche alle istituzioni ed alle società coinvolte di modo da appurare gli intendimenti degli uni e degli altri.

Un confronto a carte scoperte equilibrato consentirebbe di chiarire tutta una serie di equivoci che negli ultimi anni hanno viziato la chiarezza necessaria per intravedere quale sia la prospettiva da seguire nell’€™interesse della collettività stanziata sul territorio seriano e scalvino.

Credo che il Vostro quotidiano possa nei prossimi mesi dare occasione alle parti di confronto.

Si vorrebbe capire infine cosa accadrà mercoledì 23.10.2011 poichè la decisione della Regione Lombardia non è chiaro a che livello verrà presa e quali concrete ripercussioni avrà.

Confidiamo nell’™attenzione che il vostro quotidiano vorrà e potrà dedicare alla problematica certi che una tematica così importante per il futuro turistico della nostra provincia potrà incontrare un vasto pubblico.

Cordiali saluti

LETTERA FIRMATA

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