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Editoriali

Tre milioni per un carrarmato: la Dea sogna con Denis

Di Redazione21 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
El Tanque Denis

El Tanque Denis

ZINGONIA – Una scommessa vinta costata solo 3 milioni di euro. Costata, già. Parliamo al passato. Perchè German Denis, il capocannoniere di serie A dopo 11 giornate non resterà solo un “prestito oneroso”. PierPaolo Marino, che lo conosce bene, ad agosto ha scommesso sul giocatore argentino e ha già vinto. La proposta all’Udinese è stata semplice: da voi non gioca, lo rileviamo noi in prestito e vi paghiamo questo prestito. Anzi, facciamo di più: già da ora ci impegnamo a riscattare tutto il cartellino di Denis per 2 milioni e 350 mila euro. Ora si tratta solo di capire quando avverrà questo riscatto.

Il patron Pozzo, in ottimi rapporti con PierPaolo Marino e probabilmente sazio dopo una campagna cessioni addirittura incredibile (oltre 60 milioni di euro incassati con Sanchez, Inler, D’Agostino e Zapata) ha messo la firma su un contratto che con il senno di poi rappresenta un affare da leccarsi i baffi: Bergamo osanna un cannoniere ad un passo dalla doppia cifra dopo anni in cui le punte sono state più oggetti misteriosi che altro.

German Denis non è un ragazzino, ha esperienza e forza fisica e la cosa che stupisce di più è il suo impatto sulla manovra offensiva: spalle alla porta gioca e difende la sfera come pochi altri sanno fare, con lui il pallone è “in banca” e gli stessi compagni non mancano di sottolinearne l’importanza per il gioco prima ancora che la media realizzativa.

Con 9 gol in 11 partite l’attaccante sudamericano ha convinto tutti, compresi i selezionatori della nazionale biancoazzurra. Davanti a lui ci sono fior di giocatori, certo. Ma è indubbio che la considerazione dei media, del popolo e degli addetti ai lavori anche oltreoceano fa un piacere grande così.

“El Tanque” a Bergamo si trova bene, chi lo conosce bene dice che vedere il sorriso di moglie e figli è il termometro migliore della sua serenità ma ogni giorno che apssa ci sono motivi a iosa per essere soddisfatti: gioca, segna, corre, lotta ed è decisivo. Più di così, è impossibile chiedere e senza penalizzazione ci sarebbe davvero da armarsi di piombo e cinture di pietra per mantenere i piedi per terra.

Tra sei giorni arriva a Bergamo il Napoli, la piazza che ha battezzato Denis in Italia con Marino direttore sportivo. Come è andata lo sappiamo tutti, come può anndare invece ancora no: magari arriva un altro gol, forse ci sarà da spellarsi di nuovo le mani ma se per indovinare simili risvolti oggi bisogna essere indovini è invece molto più facile sapere della sua prestazione. Sarà lotta dura, sarà una battaglia. Ma a noi che ci importa, abbiamo “il Carrarmato”.

Fabio Gennari

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