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Lettere Politica

Se questo non è un ribaltone

Di Redazione18 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bettino Craxi e Giuliano Amato

Bettino Craxi e Giuliano Amato

Egregio direttore,
grazie per l’ospitalità che mi concede sul suo giornale. Con queste poche righe La volevo fare partecipe di alcune mie riflessioni, che essendo soggettive possono essere soggette a critiche o meno.

Dalle pagine che sfoglio ogni mattina, mi ha colpito il fatto che Lei da persona accorta ed attenta e critica negli sviluppi politici, non ha dedicato molto peso a quelli che sono stati gli eventi che si sono verificati nel quadro politico nazionale. Assistere allo stravolgimento delle regole “Istituzionali “ e a mio modo di vedere scavalcare anche i dettami della “Costituzione” che tutti evocano a secondo dei propri tornaconti.

Non vedo da qualche parte che si stracciano le vesti per quello che succede, una infezione ha colpito molti occhi attenti, tanto da generare una vasta cecità, oppure il nascondersi dietro un dito, per non rendere chiare le proprie intenzioni. Si può far credere alle persone che sta per nascere un governo di “tecnici” quando si assiste a veti incrociati sui nomi. Perdoni la mia franchezza, ma veramente pensano di spacciare sciocchezze enormi per verità, peccato che il Signor Monti, debba poi cercare in Parlamento l’approvazione di quanto debba varare, allora forse di tecnico resta solo il sostantivo, e forse sarebbe il caso di chiamare questa fase con il proprio nome: ribaltone.

Sappiamo come le “grandi” firme dei quotidiani che contano, vorrebbero far passare Amato come tecnico: beh, io non so la sua età, ma ricordo benissimo, Mister Amato alla corte di Bettino, e non come figura passeggera, ma come consulente a tempo pieno con incarichi istituzionali non per vincita di Concorso, ma per volontà politica, senza contare le sue comparsate nei governi di transizione.

La cosa che mi sconcerta e che se tutto va male, la colpa è di una sola persona, se invece le cose vanno bene per miracolo i meriti sono di quelli che dai megafoni dei salotti “buoni” vengono osannati a salvatori della Patria. Sfugge a questi grandi politoligi il solo fatto che certe condizioni che viviamo oggi non sono frutto degli ultimi anni, ma forse di decenni di confusione politica ed accordi trasversali di comodo dove veramente il “bene del paese” è stato post-posto agli interessi di bottega.

Ultima digressione, nei momenti liberi della mia giornata, trovo ancora piacere a leggere, e mi sconvolge il fatto di come alcune parti politiche al proprio tornaconto possono anteporre gli ideali che ne hanno fatto la propria storia. Due sono le cose o credono di poter cambiare le carte in tavola in corso d’opera, come di loro abitudine, oppure veramente hanno abbandonato alcuni loro punti di partenza. Dal colore dei vessilli delle piazze non mi risulta che ci siano questi grandi cambiamenti. Assistere a questi tripli salti mortali carpiati all’indietro, si resta esterrefatti. Una cosa è certa ormai la decenza è solo un accessorio extra.

L’importante era ed è potersi liberare di un personaggio scomodo per tutti i loro affari che conosciamo. E mai come oggi è vicina quella famosa didascalia: “La gioiosa macchina da guerra”.

Fernando Gramano

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