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Come comunicano gli adolescenti: studio in Bergamasca

Di Redazione16 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

BERGAMO — Il convegno e la pubblicazione del volume “Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali” (aprile 2010) ha rappresentato la conclusione di un lungo lavoro di ricerca sulle modalità di comunicazione e di relazione degli adolescenti a Bergamo, ma anche il primo passo verso la costituzione di un vero e proprio ”Osservatorio sulla comunicazione adolescenziale: tra reale e virtuale” (OSCARV), valorizzando la collaborazione tra tutti i soggetti che insieme hanno operato nell’interesse della conoscenza, allargandosi anche ad altre realtà istituzionali del territorio bergamasco.

Il gruppo di lavoro vede la partecipazione di otto realtà: Medas (Movimento Educativo per il Diritto allo Studio), Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo (ex Provveditorato agli Studi), Università degli Studi di Bergamo – Facoltà di Scienze della Formazione, Provincia di Bergamo – Settore Politiche Sociali e Salute, Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo, Fondazione Bergamo nella Storia-Museo storico di Bergamo, Coor.Co.Ge. (Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati Genitori delle scuole superiori della provincia di Bergamo), Asl di Bergamo

Marcella Jacono (Medas), coordinatrice dell’Osservatorio, presenta le linee guida delle attività nei prossimi mesi: “Si conferma oggetto d’indagine principale la comunicazione adolescenziale tra reale e virtuale con un nuovo centro d’attenzione: la semiotica della fragilità adolescenziale tra reale e virtuale ovvero i segni e le forme della fragilità tra reale e virtuale. Leggere la fragilità, intesa come senso di inadeguatezza ad un compito, ad un contesto, può essere importante per prevenire un disagio più profondo, che porta all’abbandono del campo. Intercettare la fragilità, con il suo bisogno di relazione, può voler dire aiutare la comunicazione e il confronto tra adolescenti nella consapevolezza di non essere soli ad avvertire quel senso di straniamento dalla realtà, e ricondurli ad affrontare e risolvere problemi”.

Per proseguire l’indagine sulla comunicazione tra reale e virtuale si procederà con strumenti d’indagine quantitativi e qualitativi:
questionario – interesserà non solo gli studenti delle scuole superiori di Bergamo e provincia, ma verrà esteso anche ai ragazzi di 11-13 anni delle scuole medie di città e provincia; sarà diversificato per livello scolare (medie-superiori) e conterrà anche le domande che potranno portare alla rilevazione di indizi di fragilità. La costruzione del questionario si avvarrà del contributo emerso nei focus group
focus group: saranno sei, ciascuno composto da studenti, genitori, insegnanti, operatori educativi. Avverranno entro gennaio 2012: due incontri di tre ore e un incontro di restituzione interviste: avverranno allo Spazio Polaresco, all’Orio Center, allo stadio, in centro città e nelle piazze di periferia, su Skype, su Facebook. Per queste attività l’Università, l’Asl e il Comune di Bergamo (assessorato alle Politiche giovanili) individueranno 4/5 tirocinanti/obiettori/laureandi.

Tutto il processo verrà monitorato in itinere per arrivare alla modellizzazione e al possibile trasferimento dell’esperienza negli anni successivi anche ad altri contesti urbani. In particolare verranno elaborati: il diario di bordo con azioni, procedure, scelte culturali e loro motivazioni; modello di focus; modello di intervista; archivio del materiale, del percorso, degli strumenti; il modello utilizzato; analisi critica e problemi aperti in itinere e finali.

A ottobre 2012 è previsto un convegno con rappresentazioni e restituzione dei dati ed interventi di approfondimento e una pubblicazione finale dei risultati e delle nuove analisi.

Il gruppo di lavoro è formato da: Giuseppe Berta e Marcella Jacono (Medas), Giorgio Lanzi (Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, l’ex Provveditorato agli Studi), Marco Lazzari (Università degli Studi di Bergamo ), Beatrice Testa (Provincia di Bergamo), Sergio Capitanio (Comune di Bergamo, assessorato alle Politiche giovanili), Silvana Agazzi (responsabile servizi educativi del Museo storico di Bergamo), Loredana Poli (Coor. CO. Ge), Aldo Rovetta (Asl di Bergamo), Gualtiero Beolchi (dirigente Istituto Superiore Turoldo di Zogno).
Questi i relatori alla conferenza stampa di presentazione dell’Osservatorio: Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo (ex Provveditorato agli Studi); Giuseppe Berta e Marcella Jacono, Medas (Movimento Educativo per il Diritto allo Studio); Ivo Lizzola, preside Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi di Bergamo; Silvano Gherardi, Provincia di Bergamo (Settore Politiche Sociali e Salute); Danilo Minuti, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo; Claudio Visentin, direttore Fondazione Bergamo nella Storia-Museo storico di Bergamo; Silvana Agazzi, responsabile servizi educativi del Museo storico di Bergamo; Loredana Poli (Coor.Co.Ge.), Mara Azzi, direttore generale Asl Bergamo; Gualtiero Beolchi, dirigente Istituto Superiore Turoldo di Zogno.

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