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Esteri

Allarme radioattività in Europa: fuga di Iodio dalla Repubblica Ceka?

Di Redazione14 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I controlli in Giappone

I controlli in Giappone

VIENNA, Austria — L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha reso noto di aver individuato un basso livello di radioattività derivata da Iodio 131 in Europa, ma non è ancora riuscita ad individuarne la fonte.

Per ora gli esperti della Aiea hanno escluso che si possa trattare di radioattività proveniente dalla centrale atomica di Fukushima, pesantemente danneggiata dal terremoto e dalla tsunami del marzo scorso.

Lo Iodio 131 è un radioisotopo di breve durata con un decadimento radioattivo di circa otto giorni. E’ stato individuato in campioni d’aria prelevati in Ungheria, Repubblica Ceca, Germania, Svezia, Slovacchia, Polonia, Danimarca, Ucrania.

Secondo un articolo di Associated Press, un funzionario dell’Aiea avrebbe fatto trapelare che l’emissione di radioattività appare continua. L’Associated Press of Pakistan smentisce l’accusa polacca secondo cui il rilascio di radioattività deriva da un incidente verificatosi il 19 ottobre a Kanupp, non distante da Karachi, dove esiste un grossi impianto nucleare pakistano per la produzione di energia elettrica. L’aumento dello Iodio 131 era stato registrato in Polonia e in Ucraina già prima del 19 ottobre mentre la radioattività non risulta aumentata in Pakistan.

Nel frattempo il governo tedesco ha reso noto di aver rilevato un leggero aumento della radioattività nel nord del paese. L’autorità di sicurezza nucleare della Repubblica Ceka, ha informato che era stato rilevato, sin dalla fine di ottobre, lo iodio radioattivo-131 da un certo numero di stazioni che effettuano il monitoraggio, dandone informazione all’Aiea perchè indagasse sull’identità della fonte.

La responsabile dell’agenzia della Sicurezza nucleare Dana Drabova, ha comunicato che, molto probabilmente, lo iodio è fuoriuscito da un impianto per la produzione dei radiofarmaci, ma che la fonte di rilascio di materiale radioattivo si troverebbe all’estero.

Nel frattempo l’Ispra italiano, che coordina la Rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale (Resorad) ha allertato le agenzie Regionali e provinciali con la richiesta di comunicare i risultati delle misure giornaliere nel particolato atmosferico e segnalare tempestivamente eventuali anomalie.

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