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Politica

Retroscena: Berlusconi tratta sul governo tecnico

Di Redazione11 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Claudio Scajola e Silvio Berlusconi

Claudio Scajola e Silvio Berlusconi

ROMA — A Berlusconi non dispiace un governo tecnico. E non perché il Cavaliere sia un suicida, ma perché segue una strategia ben precisa: quella della decantazione.

In altre parole, Berlusconi, riferiscono fonti romane, accarezza l’idea di un periodo di pausa che consenta al centrodestra di rigenerarsi, di darsi un volto nuovo e soprattutto di aspettare un momento migliore. Berlusconi è ancora convinto che nel prossimo anno la situazione economica migliori e questo consenta al Pdl di tornare a presentarsi a volto sorridente. Il periodo di decantazione serve anche al suo gruppo editoriale, finito pesantemente sotto attacco da giugno, quando si è cominciato a parlare della sentenza sul caso Mondadori.

Intanto cominciano a girare voci sui possibili ministri del governo Monti. I nomi più accreditati, quelli di Campolini, Mosca Moschini, Saccomanni e De Gennaro: tutte personalità vicine a Napolitano. Berlusconi in cambio chiede garanzie. Per il ministero della Giustizia e soprattutto per quello dello Sviluppo Economico, due pedine ancora scoperte.

La strada scelta dal Cavaliere sarebbe quella di dare la fiducia al governo Monti, con ministri tecnici e sottosegretari politici. E poi decidere di volta in volta l’appoggio o meno al governo. Il problema è che Berlusconi sta incontrando forti resistenze dentro il Pdl stesso. La decisione se appoggiare o meno un governo tecnico sarà presa dall’ufficio di presidenza ma, se necessario, sarà chiamato in causa anche il Consiglio nazionale.

Subito dopo le dimissioni, Berlusconi riunirà dunque l’ufficio di presidenza del Pdl. Ma stavolta non per dire elezioni: “Se andiamo alle urne perdiamo. Tutti i governi che sono andati a votare con la crisi hanno perso le elezioni” ha già detto il premier ai suoi.

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