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Bergamo

Tumori: ai Riuniti di Bergamo pronto intervento oncologico

Di Redazione10 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli Ospedali Riuniti di Bergamo

Gli Ospedali Riuniti di Bergamo

BERGAMO — Un punto di riferimento a cui rivolgersi in caso di sospetta malattia oncologia, per programmare tutti gli accertamenti diagnostici e avere la tempestiva valutazione di uno specialista. È il Pronto intervento diagnostico oncologico (Pid), che gli Ospedali Riuniti di Bergamo hanno progettato all’interno del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia per offrire tempestivamente efficaci percorsi di diagnosi delle patologie neoplastiche o sospette tali. È aperto a tutte le persone adulte che presentano, secondo il proprio medico di famiglia, un dubbio oncologico. Non devono rivolgersi al Pid quei pazienti con terapie oncologiche in corso o già in carico per controlli all’Ospedale di Bergamo.

“Il Pid è l’orgoglioso risultato dell’applicazione concreta di tre principi cardine per il corretto funzionamento dei servizi ospedalieri: l’appropriatezza, la logica multidisciplinare e la soddisfazione dei bisogni dei cittadini, anche di quelli inespressi – ha commentato Carlo Nicora, direttore generale degli Ospedali Riuniti di Bergamo -. Appropriatezza significa offrire le prestazioni più opportune per risolvere un problema di salute, coinvolgendo più specialisti per spiegare sintomi che, soprattutto in campo oncologico, suscitano nei pazienti una forte preoccupazione. Si tratta di principi che applichiamo tutti i giorni e su cui si basa tutta la nostra organizzazione, ma che nel Pid trovano espressione più evidente, anche grazie alla partnership con l’Associazione oncologica bergamasca (Aob), che voglio ringraziare ”.

Grazie al Pid i pazienti potranno eseguire tutti gli accertamenti con il minor disagio possibile in termini di numero di accessi, procedure e tempi d’attesa, escludendo o limitando in modo significativo la durata di eventuali ricoveri con scopi diagnostici, assicurando però la stessa appropriatezza degli interventi. Per gestire le richieste è stato attivato un contact center, che risponde al numero 848.800.525, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 15 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, al solo costo di una chiamata urbana. Oltre al numero di telefono, è disponibile anche l’indirizzo email pid.onco.bg@tops.it.

Il contact center fornisce tutte le informazioni per accedere al servizio, compie un primo screening di appropriatezza e raccoglie le richieste e i dati di chi chiama. I pazienti già in possesso dell’impegnativa urgente o con urgenza differibile verranno richiamati dagli operatori del Pid per concordare la consegna della documentazione già in possesso del paziente e prenotare la prima visita, che avverrà tra le 24 e le 72 ore successive. Gli altri vengono rimandati al medico di famiglia per valutare che vi sia un effettivo sospetto oncologico e quindi sia necessario rivolgersi al Pid.

“Dopo la prima visita, il personale infermieristico prenoterà gli esami, che saranno eseguiti entro 72 ore, con la sola eccezione di quelli che devono essere necessariamente posticipati per questioni cliniche o diagnostiche – ha spiegato Laura Chiappa, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti -. Eseguiti gli esami, il paziente tornerà dal medico specialista: se viene esclusa una diagnosi oncologica, il paziente sarà riaffidato al proprio medico di famiglia, altrimenti verrà preso in carico dal reparto di Oncologia secondo le procedure già in uso. In questo percorso è quindi fondamentale il ruolo dei medici di assistenza primaria”.

Attivo dall’inizio di settembre, dopo le prima settimane di sperimentazione, il Pid sta già lavorando a pieno regime, registrando ogni giorno una media di 5 accessi. È un dato destinato a crescere man mano che la conoscenza del servizio si diffonde tra medici del territorio e pazienti.

“Il principale vantaggio del Pid è quello di offrire un punto di riferimento a tutti coloro ai quali è stata prospettata l’ipotesi di un tumore. Anche se oggi abbiamo a disposizione cure efficaci e la guarigione è una prospettiva sempre più frequente, i momenti che precedono la diagnosi generano problematiche emotive ed organizzative che si ripercuotono sull’intero nucleo familiare e l’attesa non fa altro che alimentare sentimenti negativi – spiega Carlo Tondini, primario del reparto di Oncologia degli Ospedali Riuniti – Questa nuova organizzazione ci consente di dare risposte sempre accurate, ma più tempestive, senza mai lasciare solo il paziente e sollevandolo dall’incombenza di dover prenotare gli esami. Siamo noi a coordinare l’intero percorso diagnostico, programmando tutti gli esami più opportuni da eseguire. ”

Sul ruolo del personale infermieristico, punto di riferimento per il paziente e la sua famiglia, e facilitatore nella programmazione degli accertamenti, è intervenuta Cristina Caldara, responsabile infermieristica dell’Area Oncoematologica. “Una volta preso in carica attraverso il contact center, il paziente fa riferimento direttamente a noi per programmare, prepararsi agli esami, ritirarli e per risolvere eventuali dubbi”.

Il Pid rappresenta un punto di riferimento chiaro e affidabile non solo per i pazienti, ma anche per i medici di assistenza primaria, offrendo un approfondimento rapido ed efficace e lasciando allo specialista ospedaliero il compito di approfondire il problema e di stabilire quali esami eseguire.

“Il Pid è un concreto potenziamento della continuità assistenziale che deve legare a doppio filo l’ospedale e il territorio, consentendo a entrambi di lavorare in modo sempre più efficiente verso un obiettivo comune, quello di offrire ai malati risposte adeguate ed efficaci ai bisogni di salute – ha spiegato Roberto Labianca, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia degli Ospedali Riuniti -. Il contact center consente al medico di famiglia di avere un contatto immediato e diretto con la struttura ospedaliera per ricevere, per esempio, informazioni dettagliate su come funziona il servizio o sulle modalità per l’invio dei pazienti.”

“L’ottimizzazione e la razionalizzazione degli interventi diagnostico-terapeutici con il minor disagio possibile per il paziente rientrano a pieno titolo fra gli obiettivi che più verosimilmente soddisfano il conseguimento della nostra “mission” – ha spiegato Gaudenzio Cattaneo, presidente di Aob -. Noi abbiamo al centro della nostra attenzione il paziente oncologico in cura agli Ospedali Riuniti di Bergamo e pertanto, quando ci è stato sottoposto il progetto dall’Azienda Ospedaliera, sposando la finalità di contribuire a fornire un importante servizio ai pazienti con sospetto di patologia neoplastica e di favorire lo sviluppo dei rapporti ospedale/territorio, non abbiamo avuto esitazione nel condividerlo e sostenerlo finanziariamente per i prossimi cinque anni.”

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