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Bergamo

Malvestiti: innovazione e internazionalizzazione chiavi della ripresa

Di Redazione9 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Paolo Malvestiti

Il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Paolo Malvestiti

BERGAMO — “Le nostre indagini sulla congiuntura economica nel terzo trimestre dell’anno confermano che a Bergamo, come in Lombardia, il ciclo è debolmente positivo per l’industria e persistentemente negativo per tutti gli altri settori”. Lo ha detto il presidente della Camera di commercio Paolo Malvestiti commentando i dati congiunturali dell’economia bergamasca.

“Sono risultati maturati in un trimestre estivo che ha visto una virata in negativo del clima di fiducia di imprese e consumatori, in un contesto nazionale, europeo e internazionale a dir poco plumbeo, dominato da tensioni forti sui mercati finanziari e incertezza acuta sull’esito della crisi dei debiti sovrani e in specifico del debito pubblico del nostro paese” spiega Malvestiti.

“In questo quadro e con le avvisaglie di un rallentamento del ciclo internazionale, registriamo un risultato positivo, ancorché modesto e in decelerazione, della produzione industriale in provincia (+0,2% nel trimestre, +2,2% su base annua). Il ruolo sempre più rilevante che le vendite all’estero giocano nel sostenere i fatturati industriali dimostra che l’internazionalizzazione delle imprese e l’innovazione dei prodotti sono ancora elementi di tenuta del sistema Bergamo”.

“L’andamento dell’occupazione industriale, che potrà essere valutato compiutamente solo alla conclusione dell’anno – precisa Malvestiti – è moderatamente positivo: gli addetti aumentano (+0,4% nel trimestre al netto della stagionalità) e l’utilizzo effettivo della cassa integrazione diminuisce, pur rimanendo su livelli elevati in confronto agli anni pre-crisi, soprattutto per gli interventi straordinari a sostegno delle aziende in ristrutturazione”.

“E tuttavia si conferma che il ciclo industriale, trimestre dopo trimestre, sta rallentando e che il recupero dei livelli pre-crisi è problematico. Le preoccupazioni derivano dagli altri elementi che emergono dalla nostra indagine e dalla constatazione di un sempre più probabile impatto della crisi finanziaria sull’economia reale”.

“Il prossimo trimestre – prosegue il presidente della Camera di commercio – potrebbe essere critico per l’industria che ci segnala un calo degli ordinativi, anche quelli dall’estero, e un deterioramento delle aspettative da parte delle imprese. In secondo luogo, la pur flebile ripresa dell’industria non ha riscontro nell’artigianato (che nel manifatturiero è tornato in negativo: -1,5% su base annua), nell’edilizia (e in tutti i comparti produttivi e di servizi ad essa connessi), nel commercio (-4,2% il giro d’affari tendenziale) e nei servizi (-2,5%), che scontano un calo continuo dei consumi”.

“Sono tutti settori nei quali sono preponderanti le imprese di piccole dimensioni, quelle potenzialmente più esposte a un irrigidimento delle condizioni del credito che dovesse derivare da un prolungarsi delle tensioni finanziarie. La Camera di Commercio, in base alle risorse e agli obiettivi recentemente definiti dal Consiglio camerale, vigilerà soprattutto sulle condizioni del credito, rafforzando l’azione dei confidi, e moltiplicherà gli sforzi per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese e l’innovazione dei loro processi e prodotti”.

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