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Politica

Pdl Bergamo: i tre scenari in vista del Congresso

Di Redazione8 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Enrico Piccinelli, leader dello schieramento laico

Enrico Piccinelli, leader dello schieramento laico

BERGAMO — Da giorni gli analisti più attenti s’interrogano sul reale significato del numero di tessere uscito dal conteggio di Roma e sulle conseguenze per gli equilibri interni al Pdl in vista del congresso provinciale (sempre che si faccia).

Riepiloghiamo: stando ai dati ufficiali, le tessere arrivate agli uffici di via dell’Umiltà e relative alla Bergamasca sono 16.800. Dai successivi controlli, potrebbero risultare ancora meno. Forse 1500 in meno. Ora, al di là delle cifre in sé, che in ogni caso non troveranno conferma in toto al congresso, è il quadro politico che si va delineando che ci interessa.

Gli scenari aperti sono tre. Il primo, il più probabile allo stato attuale, è quello di un congresso di scontro o, come preferiscono i moderati, di confronto. E’ la soluzione più lineare: due schieramenti, due candidati (Piccinelli per i laici, ancora da decidere per i formigoniani), due programmi diversi, due attittudini diverse. Vince chi ha saputo raccogliere il maggior numero di consensi grazie a una fitta ragnatela di relazioni creata nei mesi scorsi.

Il secondo scenario è più complesso. E’ quello della scomposizone e ricomposizione di cui vi accennavamo nei giorni scorsi. Prevede il passaggio di qualche pezzo da novanta da uno schieramento all’altro, e quindi la formazione di nuovi blocchi, diversi da quello attuali, di cui uno sicuramente vincente, l’altro fatalmente indebolito e perdente. A questa nuova maggioranza si arrivebbe attraverso un congresso unitario che, allargando, eviterebbe pesanti traumi al partito ma saprebbe tanto d'”incuicio” per iscritti ed elettori. Con il rischio, non remoto, che a quel punto la minoranza “tradita” prenda strade diverse, ivi compresa la possibilità di una scissione.

La terza via, è quella di una mediazione fra i due schieramenti su un candidato terzo. E’ quella meno probabile dal momento che per avere il candidato terzo occorre quantomeno avere il secondo: quello che i formigoniani non hanno ancora schierato contro Piccinelli. In secondo luogo occorrerebbe un mediatore autorevole e imparziale che al momento non si vede. Infine, il leader dei laici Piccinelli ha già fatto sapere di essere indisponibile a mediazioni che non siano sulla sua figura. Pertanto una simile soluzione non potrà venire se non su sollecitazione livelli regionali o nazionali, con tutte le conseguenze del caso.

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