iscrizionenewslettergif
Politica

Game over: Berlusconi perde la maggioranza, governo Alfano più vicino

Di Redazione8 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maroni, Berlusconi e Bossi

Maroni, Berlusconi e Bossi

ROMA — E alla fine la maggioranza non c’è più. Il rendiconto di bilancio passa alla Camera ma i numeri dicono che la maggioranza che sostiene il governo non esiste più.

I sì sono stati 308, nessun contrario e un astenuto (il pdl Franco Stradella). I non votanti 321. Immediatamente dopo il voto, il premier si è messo a controllare il tabulato dei voti, per verificare di persona chi si è espresso a favore e chi non ha votato.

Il rendiconto dunque passa alla Camera ma i sì si fermano a quota 308, otto voti sotto la maggioranza assoluta considerata 316. Il centrodestra minimizza e parla di “numeri previsti”, ma l’opposizione insorge in Aula e chiede pubblicamente a Silvio Berlusconi un passo indietro. “Rassegni le sue dimissioni e rimetta il mandato al capo dello Stato”, è l’invito che il leader Pd Pier Luigi Bersani rivolge al premier, prendendo la parola a Montecitorio subito dopo il voto. “Rassegni le dimissioni e qui faremo la nostra parte per il Paese. Se lei non lo facesse le opposizioni considererebbero iniziative ulteriori perché così non possiamo andare avanti” ha aggiunto il segretario dei democratici, facendo implicito riferimento alla mozione di sfiducia di cui si è parlato nei giorni scorsi e specificando a più riprese nel suo discorso che la maggioranza non esiste più.

Il centrosinistra dunque non ha presentato la mozione di sfiducia che probabilmente avrebbe mandato il paese alle urne. Al di là delle dichiarazioni, il Pd, così come la Lega, in questo momento vedono le elezioni come fumo negli occhi, dal momento che qualora si andasse alle urne il voto per loro si trasformerebbe in un bagno di sangue. Così meglio tentare la via di un governo di transizione allargato, magari con Alfano-Maroni che piace tanto anche all’Udc, e che porterebbe a termine questa martoriata e drammatica legislatura con qualche riforma in più.

Nel frattempo, ai fedelissimi Berlusconi non ha nascosto amarezza e delusione. “Mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare” avrebbe detto ad un gruppo di esponenti del Pdl riuniti attorno ai banchi del governo nell’emiciclo. Quindi l’invito a “stringersi e a «decidere subito cosa fare”. Dopo il voto Berlusconi ha incontrato Umberto Bossi e Roberto Calderoli, nella sala del governo. Quindi il vertice a Palazzo Chigi con Gianni Letta.

Pdl Bergamo: i tre scenari in vista del Congresso

Enrico Piccinelli, leader dello schieramento laico BERGAMO -- Da giorni gli analisti più attenti s'interrogano sul reale significato del numero di ...

Crisi, Bettoni incalza Formigoni: se ci sei batti un colpo

Il consigliere regionale Valerio Bettoni MILANO -- "Se ci sei batti un colpo, la crisi va governata e affrontata, non ...