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Esteri

Israele: attacco all’Iran sempre più verosimile

Di Redazione7 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un F-15 isrealiano

Un F-15 isrealiano

GERUSALEMME, Israele — “Un attacco all’Iran da parte di Israele e di altri Paesi è sempre più verosimile”. Lo ha detto il presidente israeliano Shimon Peres in una intervista ad una televisione israeliana.

“I servizi di intelligence dei diversi Paesi che sorvegliano l’Iran sono preoccupati e spingono i loro responsabili politici a denunciare che l’Iran è vicino ad ottenere l’arma atomica”, ha detto Peres alla tv israeliana.

L’ipotesi di un attacco preventivo di Israele contro le installazioni nucleari dell’Iran per ora non ha convinto tutti. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, la maggior parte dei 15 membri del gabinetto di sicurezza israeliano per il momento sarebbe contraria. Prima occorre attendere l’esito del prossimo rapporto dell’Aiea dell’8 novembre, che avrà un effetto decisivo sulle possibili azioni del governo ebraico.

Intanto, dopo la massiccia esercitazione contro l’arrivo di missili su Tel Aviv, i media israeliani hanno anche riferito di una esercitazione condotta di recente da 14 aerei israeliani in Sardegna in cooperazione con l’aviazione italiana per addestrarsi a delle missioni “a lunga distanza” che necessitano dei rifornimenti in volo.

Nel frattempo, l’ipotesi di un attacco israeliano senza preavviso, impensierisce gli americani. Il timore è che l’eventuale rappresaglia iraniana colpisca anche i soldati Usa in Iraq e nel Golfo Persico.

Secondo gli esperti, lo scenario sarebbe estremamente pericoloso. La prima reazione di Teheran a un attacco isreaeliano sarebbe una pioggia di missili sullo stato ebraico. Gli Shabab 4 possono raggiungere Israle e altri vettori sarebbero in grado di colpire l’Europa meridionale. “Tutte le installazioni nucleari sul territorio sionista sono nel nostro raggio d’azione. Se saremo attaccati risponderemo con i missili all’aggressione» ha dichiarato da tempo il generale Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione.

I missili iraniani possono trasportare sia testate convenzionali che chimiche o batteriologiche e addirittura nucleari. Se venissero utilizzate armi di distruzione di massa, la risposta israeliana vedrebbe l’impiego di missili balistici Jericho con una gittata di 4mila chilometri e testate atomiche dai sottomarini in immersione nel golfo dell’Oman.

Attentati e attacchi suicidi potrebbero colpire obiettivi come ambasciate e centri ebraici all’estero, Europa compresa.

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