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Contagio da virus del West Nile: 14 casi in Italia

Di Redazione7 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una zanzara tigre

Una zanzara tigre

UDINE — Quattordicesimo caso d’infezione da febbre del West Nile in Italia. Mentre la soglia d’attenzione per il contagio si alza, nelle scorse settimane si è verificato un nuovo caso d’infezione in provincia di Udine.

L’Unione Europea ha confermato che sono 93 in tutto i casi registrati di cui 69 in Grecia, 14 in Italia e 10 in Romania. Nei paesi limitrofi, sono saliti a 155 i casi confermati di cui 2 in Albania, 4 nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, 122 in Russia, 3 in Tunisia, 3 in Turchia e 21 in Israele.

In Italia, dicevamo, si contano 14 casi di cui 6 in provincia di Treviso, tre ad Oristano, e uno a testa nelle province di Belluno, Olbia, Udine, Pisa, e Venezia. Confermato dunque il caso di infezione neuroinvasive da una nuova zona, la provincia di Udine.

“Il virus del West Nile – ricorda Giovanni Agata del dipartimento consumatori dell’Italia dei Valori – è trasmesso da zanzare e zecche le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo”. La zanzara semplice (Culex) a sua volta viene infettata da volatili come cornacchie, corvi, gazze e piccioni. Le zanzare portano la quantità massima di virus ad inizio autunno, mentre il rischio di contrarre la malattia diminuisce con l’arrivo del freddo intenso.

Il virus era stato già isolato nel 1937 nel distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. Negli anni Cinquanta è stato riscontrato in uccelli, zanzare e moscerini in Egitto diffondendosi, infine, anche in altri Paesi e diventando noto solo nel 2002, per aver scatenato un’epidemia negli Stati Uniti.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun disturbo o, al massimo, sintomi leggeri quali febbre, arrossamento degli occhi, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito. Nei bambini è più frequente una febbre leggera. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave determinando, in extremis, casi di meningite.

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