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Italia

Genova, dopo l’alluvione l’ira della gente: sindaco vergogna

Di Redazione5 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La drammatiche immagini di Genova

La drammatiche immagini di Genova

GENOVA — “Vergogna, vergogna, vattene a casa, dimissioni”. Dopo il disastro e i morti si scatena la rabbia a Genova. Alcuni residenti di via Fereggiano hanno contestato il sindaco, Marta Vincenzi, che era venuta a rendersi conto della situazione. “Qui non sei su facebook, qui siamo nel tempo reale” le hanno gridato.

“Perché ha lasciato le scuole aperte?”. “Qui sono morti dei miei amici, perche?”. “Voi lo sapevate che questo è un posto a rischio, ma non avete fatto niente, non avete fatto niente”. Sono urla di disperazione miste a una rabbia che sale dal basso verso istituzioni percepite come incapaci, inesistenti e inutilmente costose.

“Non è vero, no è vero che non abbiamo fatto niente” ha ribattuto il sindaco. “Abbiamo speso sei milioni sul Fereggiano. Abbiamo ripulito il Bisagno”. Evidentemente non è bastato.

“E’ evidente che si è costruito là dove non si doveva costruire, ma forse si possono trovare interventi che scongiurino il ripetersi di queste tragedie”. Lo ha deto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commentando l’alluvione di Genova. “E’ terribile assistere impotenti alla tv al dramma che ha coinvolto cosi’ tante persone – aggiunge – ma le parole servono a poco. Vediamo se ci sarà modo di intervenire per evitare che ciò che è successo non possa succedere più in futuro”.

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