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Esteri

Attacco ai siti nucleari dell’Iran: Israele si prepara

Di Redazione4 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'esercitazione di Tel Aviv, Israele

L'esercitazione di Tel Aviv, Israele

GERUSALEMME, Israele — L’opinione pubblica israeliana è divisa sull’opportunità di un attacco all’Iran per distruggerne gli impianti nucleari che si sospetta abbiano il fine di produrre bombe atomiche. Lo rivela un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Haaretz.

Stando ai risultati, il 41 per cento degli interpellati è del parere che Israele debba attaccare gli impianti iraniani, il 39 per cento è di opinione contraria. Il 20 non ha preso posizione.

Dal sondaggio emerge inoltre che sulla questione dell’Iran il 52 per cento si fida del giudizio del premier Benyamin Netanyahu e del ministro della difesa Ehud Barak. La questione di un possibile attacco all’Iran domina le prime pagine della stampa, che stamane riferisce di una visita segreta, legata a questo tema, fatta nei giorni scorsi in Israele dal capo di stato maggiore delle forze armate britanniche e di un viaggio a Londra di Barak.

Intanto, a Tel Aviv si è conclusa la grande esercitazione di difesa passiva nell’area di Tel Aviv, cominciata stamane. Nell’esercitazione e’ stato simulato un attacco missilistico sul paese. Un portavoce militare, nell’annunciare la fine dell’ esercitazione, ha sottolineato che questa “non e’ legata a avvenimenti attuali”, alludendo alle notizie apparse negli ultimi giorni circa asseriti preparativi per un attacco agli impianti nucleari in Iran. All’esercitazione, cominciata con le sirene d’allarme risuonate per un minuto e mezzo, hanno partecipato polizia, pompieri e servizi di pronto soccorso.

Nel frattempo, Usa e Francia sono d’accordo “sulla necessità di mantenere sull’Iran una pressione senza precedenti perche’ rispetti i suoi impegni internazionali”: lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a seguito dell’incontro avuto col collega francese Nicolas Sarkozy. Obama ha quindi sottolineato come “il programma nucleare dell’Iran continua a rappresentare una minaccia”, ricordando come la prossima settimana l’Aiea ha in programma la pubblicazione di un nuovo rapporto.

La Casa Bianca ha detto che il rapporto dell’Aiea sull’Iran atteso per la settimana prossima sarà un punto importante per verificare se Teheran rispetti i suoi impegni sul suo programma nucleare. L’Iran ha messo in guardia gli Usa dall’entrare in “rotta di collisione” con Teheran sul suo programma nucleare. “Farebbero meglio a pensarci due volte”, ha dichiarato il ministro degli esteri Ali Akbar Salehi, in visita a Bengasi, in Libia. “Certo che siamo preparati al peggio ma speriamo che ci penseranno due volte prima di mettersi in rotta di collisione con l’Iran”, ha detto ai giornalisti. Gli “Usa hanno purtroppo perso la loro saggezza e prudenza nel trattare gli affari internazionali”, ha aggiunto.

La Nato intanto rende noto che “non ha alcuna intenzione di intervenire in Iran e non è in alcun modo coinvolta nelle questioni iraniane”. Lo ha affermato il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento alle rivelazioni di stampa su piani israeliani, britannici e americani per un attacco preventivo contro gli impianti nucleari di Teheran. “Supportiamo gli sforzi per una soluzione politica e diplomatica al problema – ha aggiunto Rasmussen – e lanciamo un appello ai leader iraniani affinche’ seguano le risoluzioni delle Nazioni Unite”.

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