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Bergamo

Ticket sanitari: Federconsumatori Bergamo a “Mi Manda Rai Tre”

Di Redazione3 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La trasmissione televisiva "Mi manda Raitre"

La trasmissione televisiva "Mi manda Raitre"

BERGAMO — “Federconsumatori Bergamo” parteciperà alla puntata di domani sera, 3 novembre, dello storico programma della Rai “Mi Manda Rai3”. La trasmissione, in prima serata (dalle 21.05), sarà dedicata alla crisi economica e al caro vita con un focus sull’aumento dei ticket sanitari e un approfondimento sulle loro differenze a livello regionale.

Proprio su questo tema è stata interrogata la Federconsumatori provinciale, dopo la denuncia dell’associazione in merito alla notevole ed ingiusta differenza di trattamento tra chi, in Lombardia, deve sottoporsi a pochi esami non costosi e chi, su prescrizione medica, deve ricorrere a prestazioni ambulatoriali che già in se stesse sono dispendiose.

Ecco come Federconsumatori illustrava la situazione, in una nota del 20 settembre scorso: “In seguito alle decisioni prese dalla Regione Lombardia su come applicare la legge 111 del 15 luglio scorso (tassa di 10 per ricetta non esente), dal 1° agosto i cittadini che fruiscono e fruiranno di prestazioni ambulatoriali non esenti pagheranno per ogni prestazione più di quanto previsto dalla legge nazionale. Il problema sta nel fatto che coloro i quali hanno la necessità di sottoporsi a esami per i quali già pagano un ticket elevato, si vedranno applicare sino a 30 in più per ricetta. Questa decisione, a favore di chi “fa pochi esami e non costosi”, di fatto scarica tutti i costi sulle persone che, su prescrizione medica, devono sottoporsi a prestazioni ambulatoriali che già sono costose. E questo indipendentemente dal reddito personale. Esempio: Per esami dall’importo pari a 253,20 , il “contributo” richiesto al paziente è stato di 178,21 così composto: Partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) 108,00; Quota fissa legge finanziaria 2011 68,40; Marca da bollo 1,81. In questo caso applicando letteralmente la tassa di 10 per ricetta il contributo per compartecipazione a carico del cittadino sarebbe stato inferiore di almeno 28,10”.

“Federconsumatori Bergamo ritiene iniqua la decisione di far pagare a qualcun altro i costi che, per Legge, dovrebbero essere addebitati su ogni ricetta: a prescindere dal valore della prestazione. In ogni caso riteniamo che i cittadini debbano essere correttamente informati di quanto, e di perché, si chiedono loro dei soldi in più”.

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