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Politica

Il Pdl: tutelare la vista su Bergamo Alta

Di Redazione3 novembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La vista su Città Alta

La vista su Città Alta

BERGAMO — Nuovi strumenti per tutelare la vista su Città Alta. Il caso di via Autostrada, peraltro in via di soluzione, sembra sia servito da lezione. Il gruppo consigliare del Popolo della Libertà a Palazzo Frizzoni ha presentato all’ordine dei lavori del prossimo consiglio comunale del 7 novembre un ordine del giorno, condiviso anche dagli altri gruppi di maggioranza, per invitare la Giunta ad aderire alla richiesta, avanzata a fine settembre dalla Soprintendenza.

“La richiesta della Soprintendenza – spiega il consigliere comunale del Pdl Carlo Di Gregorio, firmatario dell’ordine del giorno insieme a Stefano Lorenzi e Giancarlo Barbieri – è stata inoltrata lo scorso 30 settembre a seguito del dibattito sorto a proposito del “muro” che avrebbe cancellato lo splendido panorama di Città Alta”.

La preoccupazione della Soprintendenza non riguarda però solo l’edificio di via Autostrada ma anche futuri interventi edilizi che, operando in zone non protette dagli attuali strumenti urbanistici, potrebbero interferire sulla percezione visiva del prezioso patrimonio immateriale rappresentato dal profilo di Città Alta.

Nuovi coni prospettici, dunque, potrebbero meglio tutelare la parte antica della città ed evitare, nel futuro, il riproporsi di altri casi come quello di via Autostrada: “Quello di salvare il panorama di Città Alta è un imperativo irrinunciabile per la nostra amministrazione tanto più che obiettivo dichiarato dell’amministrazione Tentorio e del Pdl è riuscire a ottenere il riconoscimento Unesco delle nostre mura venete come Patrimonio dell’Umanità – afferma Di Gregorio – Sarebbe davvero un controsenso richiedere, da una parte, il riconoscimento delle mura venete come Patrimonio dell’Umanità e, d’all’altra, non varare tutti gli strumenti urbanistici possibili e tutti i coni panoramici necessari per evitare altri casi come quello di via Autostrada, ovvero altre situazioni che depauperano culturalmente e, a ben guardare, anche economicamente, i nostri patrimoni immateriali proprio quando si chiede al mondo di riconoscerne il valore”.

“Per questo, a nostro avviso, l’amministrazione comunale deve aderire alla richiesta della Soprintendenza di definire eventuali nuovi ambiti urbani di interesse paesaggistico, come ad esempio quello dell’asse della Trucca, finora rimasto miracolosamente indenne. È indispensabile, infatti, dotare con rapidità Bergamo di quegli strumenti urbanistici ed edilizi che, al termine del lavoro congiunto con la Sovrintendenza, potranno apparire idonei a preservare la visuale di Città Alta, evitando che, nel futuro, repentine varianti urbanistiche ne mettano a repentaglio la consistenza e consentendo, così, anche alle future generazioni di godere di un panorama mozzafiato ed inimitabile” conclude Di Gregorio.

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