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Poesie

“Il poeta e la musa” di Paul Verlaine

Di Redazione28 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Camera, conservi ancora i loro spettri ridicoli,
piena di luce sporca e di rumori di ragni?
Camera, conservi ancora le loro forme disegnate
da quelle macchie sui muri, da quelle virgole?
Si pensi pure ciò che si vuole, non è così:
brava gente, voi non capite niente.
Vi dico che non si trattava di ciò che si pensò.
Solo tu, camera che fuggi in desolanti coni,
solo tu sai! ma certamente quante notti di nozze
avranno sverginato, da allora, le loro notti!

“Prati” di Antonia Pozzi

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