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Economia

Licenziamenti facili: i sindacati minacciano lo sciopero generale

Di Redazione27 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni

Il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni

ROMA — Come nelle previsioni, le intenzioni del governo di consentire licenziamenti più facili per le imprese ha scatenato l’ira funesta dei sindacati che annunciano una dura battaglia sulla riforma promessa Berlusconi all’Europa.

Parole pesantissime arrivano dal leader della Cisl Raffaele Bonanni secondo cui questo provvedimento “è un’istigazione alla rivolta, una provocazione” e se le mani sulle regole saranno messe senza il consenso delle parti sociali, annuncia, “la Cisl andrà allo sciopero”.

“Una misura da incubo, contro la quale reagire” è anche per la Cgil di Susanna Camusso che vede il provvedimento come un attacco all’articolo 18. “Altro che indignados”, le fa eco il suo predecessore Guglielmo Epifani, mentre il mondo politico targato centrosinistra bolla la riforma come “inaccettabile”.

“L’Italia non è la Grecia e le misure sul lavoro sono sostenibili, non porteranno ad alcuna rivolta sociale” aveva detto di primo mattino Silvio Berlusconi lasciando Bruxelles. La riforma delle leggi sul lavoro sarà varata entro maggio 2012.

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