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Politica

Congresso Pdl: ecco perché Raimondi si gioca tutto

Di Redazione19 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marcello Raimondi

Marcello Raimondi

BERGAMO — Si sta proponendo come l’uomo di sintesi, il leader intenzionato a portare nel centrodestra bergamasco una ventata di novità. Ma in questa fase della politica Marcello Raimondi si gioca davvero tutto.

Quella dell’uomo al centro del mondo è una posizione umanistica insolita per l’assessore regionale. Posizione probabilmente dettata anche da ambizioni che vanno oltre i confini regionali. L’impressione è che l’attivissimo Raimondi si stia impegnando nella prima di una serie di battaglie che si aprirà nel dopo-Berlusconi. Ma per farlo deve misurare la sua forza effettiva fra gli elettori e gli amministratori, dal momento che il territorio potrebbe diventare determinante qualora cambiasse la legge elettorale.

E allora ecco il Raimondi battagliero e intraprendente, disposto a spendere soldi, energie e tempo per promuovere il progetto formigoniano, prodigo di suggerimenti e iniziative, capace di prendere in mano le redini dello schieramento ciellino, come mostrato venerdì sera alla Casa del giovane. Sua, anche se condivisa con Pagnoncelli, la trasposizione del progetto formigoniano in salsa bergamasca. Suo, probabilmente, il candidato che verrà presentato al congresso. Sua l’impronta su uno schieramento che vede nelle sue fila anche laici del calibro di Pagnoncelli, appunto, del senatore Valerio Carrara e il ritorno di Benedetto Bonomo.

E così il congresso, più che un confronto fra due candidati, rischia di diventare un referendum fra due idee e visioni diverse di partito, per certi versi incompatibili: quella ciellina e quella laica, quella di Formigoni e quella di Alfano.

Sarà un congresso molto diverso dai precedenti. Per la prima volta CL non farà da ago delle bilancia fra due candidati laici. Anzi, stavolta toccherà proprio a Comunione Liberazione schierare un suo candidato, in prima persona, contro un laico. In questo modo misurerà la sua forza politica in Bergamasca. Solo che in questo modo rischiano di saltare i calcoli potenziali messi sul tavolo dai due schieramenti perché, è evidente, che difficilmente chi non è ciellino voterà per Cl.

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