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Treviglio: quella stazione off limits per i disabili

Di Redazione7 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le rampe di scale impossibili per i disabili

Le rampe di scale impossibili per i disabili

TREVIGLIO — L’ascensore, a dire il vero, c’è, l’hanno costruito a marzo. Solo che è fermo e quindi inutile. Non si può usare perché mancano le pareti in vetro. E così da sei mesi i disabili in sedia a rotelle devono scendere rampe da 40 gradini, oppure attraversare i binari (severamente vietato), per accedere ai treni.

Accade alla stazione ferroviaria di Treviglio. Quella che gestisce la seconda città della Bergamasca, cuore della moderna Lombardia, non quella di un paesino disperso chissà dove. Da qui transitano qualcosa come 3000 persone al giorno. E, nonostante le belle parole e i bla-bla sulle barriere architettoniche, i disabili sono ancora una volta in grande difficoltà solo per prendere un treno.

Le persone in carrozzina non possono assolutamente accedere ai binari, ci sono rampe di scale da 40 e più gradini ovunque. “L’unico treno poi che è attrezzato all’incarrozzamento dei disabili, si ferma al binario 2 al posto del numero uno che invece è accessibile” denuncia il Comitato Come Noi nel suo sito internet. “Non potendo raggiungere il treno causa scale, il disabile può solo vederlo partire senza di lui a bordo, una vergogna”.

Il problema scale è comunque sentito anche da: mamme con passeggino, anziani, persone con bici al seguito. Mercoledì scorso, una donna ha cercato di attraversare i binari appena dopo la stazione ed è stata travolta da un treno in partenza.

Eppure, in un’interrogazione presentata in consiglio comunale dall’allora capogruppo della Lega Nord Patrizia Siliprandi si faceva riferimento alla mancanza di ascensori per i sottopassi, che costringeva soprattutto anziani e persone con bagagli ad avventurarsi, nonostante i divieti, in pericolosi attraversamenti dei binari.

“Non vi è neppure un ascensore che dai sottopassi porti ai binari – si leggeva nel documento -, creando così gravi difficoltà agli anziani costretti a scendere e a risalire le scale dei sottopassi medesimi, ma anche a chi deve trasportare i propri bagagli”. Era il 2009. Sono passati due anni. Lo stesso tempo che ci hanno messo per costruire il ponte di Brooklyn.

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