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Bergamo

L’intervento del ministro Romano davanti agli agricoltori (video)

Di Redazione5 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano a Bergamo

Il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano a Bergamo

BERGAMO — Una visione d’insieme, strategica per il paese. E’ quella prospettata ieri sera dal ministro Saverio Romano agli agricoltori bergamaschi e valtellinesi durante l’incontro alla Camera di commercio di Bergamo.

Di fronte alle richieste pressanti del mondo agricolo, il ministro ha mostrato una sorprendente quando benaugurante competenza nel settore, facendo dimenticare quei “ministri per caso” che spesso abbiamo visto nel panorama politico italiano. Romano sa di cosa parla, usa la stessa lingua dei suoi interlocutori, mostra un certo feeling con gli agricoltori, e soprattutto pare essere un ministro in grado di tracciare la rotta del paese in questo settore, anche in Europa.

“La riforma della pac, che penalizza fortemente l’Italia, si può ancora modificare durante il negoziato che a mio parere – ha detto il titolare dell’Agricoltura – dovrà coinvolgere anche ambiti che non sono quello agricolo. Però quando il ministro andrà a Bruxelles per farlo, il mondo agricolo lo deve sostenere. La politica agricola italiana Ë strategica per il paese. per questo serve l’appoggio di tutti.

“Sono inorridito nel sapere che ottima qualità di mais finisce nella produzione d’energia” spiega il ministro. “Nel 2040 non saremo in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale di cibo. Per questo dobbiamo produrre di pi˘ e meglio. La bioenergia va fatta con i reflui, non si possono utilizzare ettari di coltivazioni pregiate per fare energia. Per questo stiamo pensando di introdurre regole che impediscano la cessione del suolo agricolo per queste tipo d’attività”.

“Gli agricoltori – ha proseguito Romano – devono capire che i sacrifici di oggi sono necessari al domani. La difesa delle potenzialità agricole e peculiari del nostro territorio è strategica per il paese e per gli agricoltori stessi. Vedete, ci sono tre settori che non si possono delocalizzare: il turismo, la cultura e l’agricoltura. Per questo è importante difendere le produzioni italiane che caratterizzano il mercato, difendere le nostre eccellenze, lottare contro la contraffazione, dire no agli ogm e aprire nuovi mercati per le produzioni italiane. In Cina, il 54 per cento del vino importato è francese. L’Italia raggiunge a malapena il 5. Per penetrare quel mercato dobbiamo fare sistema. Non ha alcun senso portare prodotti regionali. Serve una strategia comune di promozione del made in Italy e aggressione dei mercati esteri con i nostri prodotti alimentari. Per questo faremo nuove missioni commerciali in India e Cina”.

Ecco il resto del discorso in video

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