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Provincia

Romano alle imprenditrici: porteremo il vino sui mercati esteri

Di Redazione4 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Delizia enologica

Delizia enologica

CAVENAGO — Il titolo dell’incontro era a dir poco frizzante: “L’effervescenza rosa: il Ministro incontra rappresentanti donne del vino lombardo”. E il pomeriggio, nonostante l’attesa, non ha deluso. Saverio Romano, titolare del dicastero dell’Agricoltura, ha incontrato ieri al Devero Hotel di Cavenago di Brianza rappresentanti vignaiole, ristoratrici, sommelier, giornaliste e medici, nell’ottica dell’Expo 2015.

Invitato dal “Movimento turismo del vino lombardo” e dall’associazione “Donne del Vino” (800 associate in Italia), il ministro era affiancato dal delegato Expo Gianantonio Arnoldi. Presente anche la parlamentare della Lega Carolina Lussana.

“Il ruolo delle donne in agricoltura è uno degli elementi fondamentali per il successo dei prodotti Made in Italy – ha esordito il ministro -, questo è ancora più vero per quanto riguarda il settore vinicolo, dove il 30 per cento delle nostre aziende è condotto da donne e che registra una crescita dell’export del 13 per cento su base annua”.

“In particolare nel campo enologico siamo pronti a supportare il settore nella promozione all’estero, perché il nostro obiettivo è conquistare fette di mercato sempre più larghe – ha spiegato il ministro Romano -. Non dobbiamo dimenticare, anche quando presentiamo il nostro vino ai consumatori di tutto il mondo che questo prodotto è sinonimo di cultura, tradizione, qualità, benessere e per questo l’interpretazione e la sensibilità femminili sono un valore aggiunto importante”.

Oltre agli aspetti culturali, il vino ha effetti benefici. “Secondo quanto rilevato da recenti studi – ha spiegato Patrizia Siliprandi, farmacista e abilitata in scienza dell’alimentazione – il vino rosso grazie alla presenza di polifenoli e di resveratrolo, ha proprietà antiossidanti e anti-aggreganti. Dunque ha una certa attività di prevenzione nei confronti delle patologie cardiovascolari quali coronaropatie e l’infarto miocardico”.

“Lo dimostra una ricerca effettuata in Francia, in cui nonostante un’alimentazione ricca acidi grassi saturi similmente agli altri paesi occidentali, il tasso di mortalità per coronaropatie risulta avvicinarsi maggiormente a quello delle popolazioni orientali, Cina e Giappone, in cui tali patologie presentano un indice d’insorgenza molto basso. Questa situazione particolare denominata ‘paradosso francese’ viene spiegata dal peculiare consumo di vino dei francesi” ha concluso la Siliprandi.

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