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Politica

Retroscena Congresso Pdl: tutti gli uomini di Piccinelli

Di Redazione4 ottobre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Enrico Piccinelli

Enrico Piccinelli

BERGAMO — Sebbene si trattasse di una cena, l’incontro di domenica sera al Gourmet di Bergamo Alta ha mostrato per la prima volta in pubblico l’effettiva composizione del blocco dei laici che sosterrà Enrico Piccinelli al congresso provinciale del Pdl il prossimo novembre.

Di questo blocco, è ormai ufficiale, fanno parte un numero nutrito di esponenti di spicco del Popolo della libertà bergamasco. Quaranticinque in tutto quelli seduti intorno al tavolo, un consesso variegato come peraltro i gruppi che compongono il partito. Erano presenti tutti i gelminiani, ministro compreso, e i parlamentari Gregorio Fontana e Giorgio Jannone. E siccome in politica le assenze contano quanto le presenze, vanno registrati i forfait della senatore Valerio Carrara e soprattutto della senatrice Alessandra Gallone.

C’erano invece tutti i consiglieri provinciali: Giuseppe Bettera, Maurizio Maggioni, Giuseppe Mittiga, Elianora Prevedoni, Adriano Monticelli, Matteo Oriani, Alessandro Sorte e il neoacquisto Luigi Pisoni. E poi Pietro Macconi, Giancarlo Borra (che ha esposto le linee guida del futuro), Gianfranco Ceruti, Giuseppe Petralia, Felice Sonzogni, Roberto Magri, Carlo Scotti Foglieni, Giuliano Capetti e Paolo Franco.

Il gruppo è parso compatto. La candidatura di Piccinelli, ormai certa. Le uniche due incognite riguardano l’attuale coordinatore provinciale Carlo Saffioti e il presidente di Uniacque Gianni d’Aloia. Saffioti domenica sera era presente e ha preso la parola per una sintesi della sua segreteria, nonostante rumors consistenti lo indichino nel campo opposto, quello dei raimondiani. Più di un’indiscrezione racconta di un accordo blindato con l’assessore regionale, esponente di spicco di Cl.

Gianni d’Aloia era anch’egli presente ma, a sorpresa, non c’era il figlio Tommaso, assessore comunale. Il che fa pensare a un gesto di lealtà nei confronti dell’amico Raimondi e a una tattica disgiunta (ma alla fine univoca) della famiglia. I legami fra il giovane assessore e Raimondi d’altronde sono sempre stati più che forti. E lo stesso vale per il padre che ha sempre avuto uno stretto rapporto di stima e amicizia anche con Rossano Breno (Compagnia delle opere).

La questione però ora si sposta sull’effettivo consenso di ciascun personaggio, in caso di traslochi ufficiali o paventate operazioni sotto traccia. Nel frattempo continua la “campagna acquisti” dei due schieramenti. Previsti a breve nuovi ingressi di gruppi piuttosto consistenti, che non appartengono al Pdl, nel blocco Piccinelli. E altrettanti nel blocco Raimondi.

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