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Yara, controlli su un imprenditore edile di Modena

Di Redazione29 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il cantiere del centro commerciale di Mapello

Il cantiere del centro commerciale di Mapello

BERGAMO — Seguendo le indicazioni della lettera anonima pubblicata lunedì da L’Eco di Bergamo, gli investigatori che indagano sull’omicidio di Yara Gambirasio hanno rintracciato un imprenditore edile di Modena che corrisponderebbe alla descrizione fornita dall’autore della missiva.

Le lettera apre una possibile ma assolutamente non confermata pista modenese per l’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre a Brembate di Sopra e trovata morta in un campo di Chignolo tre mesi dopo.

La missiva punterebbe il dito appunto sulla provincia modenese. Nello scritto è stata indicata la targa di un’auto, Audi A4, appartenente a un imprenditore edile del Modenese. La polizia sta verificando se l’uomo abbia mai avuto a che fare in qualche modo con la tragedia di Yara: si cercano persone, ma anche luoghi, che possano ricondurre a lui.

“Non mollate la pista del cantiere – scrive l’anonimo – i cani non sbagliarono, troppo movimento in quel cantiere”. Ma è una “pista” che al momento si regge solo su un pezzo di carta, peraltro non firmato.

La lettera è stata smistata al centro di Brescia e potrebbe essere stata spedita anche da Bergamo o Mantova. Fonti investigative affermano che basteranno ancora due o tre giorni al massimo per fare piena chiarezza. Fra le ipotesi, non è escluso che a scrivere il numero di targa dell’auto possa essere stato qualcuno intenzionato a vendicarsi dell’imprenditore modenese, per motivi slegati dalla vicenda di Yara.

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