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Mamme e Bimbi

Dopo travaglio e parto, ecco il secondamento

Di Redazione29 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Neonato

Neonato

Dopo la nascita del bimbo bisognerà attendere ancora un evento, importante quasi quanto il parto stesso, prima di poter riposare e godersi la vicinanza del bimbo appena nato. Infatti la placenta, l’organo che ha nutrito e ossigenato il bambino per tutta la gravidanza, si distacca dalla parete dell’utero e viene espulsa spontaneamente durante la fase chiamata secondamento.

Dopo pochi minuti dalla nascita infatti l’utero si contrae ancora per espellere la placenta, il cordone ombelicale e le membrane. La durata del secondamento può variare da pochi minuti a un ora, anche se in media ci vogliono 20 minuti.

La placenta espulsa viene in seguito esaminata per accertarne l’integrità e controllare che non ne siano rimasti residui in utero. Il medico o l’ostetrica provvedono a controllare la perdita ematica e, se necessario, a svuotare la vescica con il catetere. Da questo momento la neomamma avrà perdite di sangue per più giorni, simili al flusso di una mestruazione molto abbondante. La durata di queste perdite vaginali- chiamate lochi- varia molto da donna a donna, mediamente entro un termine massimo di 40 gironi.

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