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Politica

Congresso Pdl, retroscena: il rischio del cambio di casacca

Di Redazione29 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Congresso provinciale (finalmente) in arrivo

Congresso provinciale (finalmente) in arrivo

BERGAMO — Sono giornate di grande fervore, seppur sotterraneo, quelle che sta vivendo il Pld di Bergamo in vista del congresso provinciale che si terrà l’ultima settimana di novembre.

I due schieramenti, quello laico e quello ciellino, stanno cercando di allargare i loro confini tesserando il maggior numero di persone possibili. Perché alla fine, al di là delle strategie orchestrate altrove, per la sopravvivenza del partito quello che conta sarà il consenso reale, il numero di iscritti di ciascun gruppo e il loro radicamento sul territorio.

Ebbene, allo stato attuale, gli scenari tattici e strategici sono ancora aperti. Il blocco formigoniano conta sull’assessore regionale Marcello Raimondi, il delegato Marco Pagnoncelli con tutti i suoi fedelissimi, il gruppo del senatore Valerio Carrara, l’ex segretario provinciale di An Mario Gandolfi e una schiera abbastanza consistente di amministratori locali che fanno capo a Cl e ai pagnoncelliani. Ancora top secret l’eventuale candidato.

Sul versante opposto, quello dei laico-gelminiani, il candidato è certo. Si tratta di Enrico Piccinelli che è riuscito a raggruppare intorno a sé un variegato consenso, su un progetto politico di chiaro stampo alfaniano.

Se dovessimo fare oggi la conta pura delle tessere, i due schieramenti grossomodo si equivarrebbero, con una leggera prevalenza dei laici, nell’ordine di un migliaio di voti. Ora, allo stato attuale delle cose un congresso unitario è fuori discussione. Cl tenterà di imporre il suo candidato, i laici proveranno con il loro. E proprio in vista di un simile scenario, le sorprese potrebbero non mancare. La storia di questo partito insegna che le varie anime che lo compongono sono estremamente volatili. Per cui non è escluso che, per obiettivi del tutto personali, alcuni gruppi si sfilino all’ultimo momento, per passare nel campo avversario oppure convergano su candidato terzo. E questo il vero rischio che entrambi gli schieramenti, tutt’altro che granitici, stanno valutando.

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