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Politica

Bossi attento, la Liga Veneta preme per la secessione

Di Redazione29 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Daniele Stival

Daniele Stival

BERGAMO — I segnali sono forti e importanti. La Liga Veneta, che per ora è una costola di quella federazione che si chiama Lega Nord, scalpita. E, delusa dai rappresentanti leghisti in parlamento, rilancia la secessione.

Crisi economica, tasse, rifiuti, immigrazione, missioni all’estero. I leghisti veneti non ne possono più di questo governo. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, più volte ha chiesto a Berlusconi di fare un passo indietro. Bossi ha cercato di mettere la museruola alla Liga Veneta ma, a quanto pare, non c’è riuscito.

“Il Veneto ha sempre avuto una tradizione millenaria di repubblica a sé stante” ha detto alla stampa il segretario della Lega Nord Veneto orientale Daniele Stival. “Siamo da sempre un popolo autonomo. E quindi la secessione o la richiesta di una forte autonomia partirà sempre da qui. E’ nel nostro Dna”.

Due i temi principali sul tavolo, di cui i veneti sono bandiera. Il primo è la sicurezza, ovvero controllare l’immigrazione. Il secondo è il lavoro. In Veneto ci sono 150mila disoccupati, problemi di ordine sociale. “La gente vuole la sicurezza del posto di lavoro. I nostri tesserati chiedono che nelle prossime settimane vengano approvate delle manovre positive per il lavoro” spiega Stival.

Se così non sarà, la strada per la secessione, dall’Italia e dal resto del movimento, è aperta.

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