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Editoriali Politica

Voglia di nuova Dc: Pagnoncelli, Piccinelli e la tentazione segreta

Di Redazione28 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pagnoncelli, Mantovani e Raimondi

Pagnoncelli, Mantovani e Raimondi

Cosa accomuna gli attuali leader dei blocchi del Pdl bergamasco che si confronteranno al congresso provinciale, Enrico Piccinelli e Marco Pagnoncelli, così come una parte degli esponenti politici di primo piano del centrodestra orobico? E’ semplice: sono tutti figli e figliocci del compianto Ferruccio Gusmini.

L’ex presidente della consiglio regionale, morto nel giugno dell’anno scorso, era uomo di grande acume politico. Democristiano doc, aveva ricoperto diverse cariche istituzionali. Assessore e poi sindaco di Treviglio dal 1975 al 1980, assessore regionale dal 1980 al 1985 e vicepresidente del consiglio regionale nel ’90 e nel ’92, aveva fatto crescere una generazione di nuovi personaggi politici di rilievo. A tutti loro, Gusmini ha lasciato un sogno: quello di costruire la Democrazia Cristiana del futuro. E mai come oggi, alla vigilia dell’implosione o dell’esplosione del Pdl, quel sogno è stato tanto vicino.

C’é voglia di moderazione in Italia. Di politica con la p maiuscola. Di cultura politica, di modelli rivisti e aggiornati vicini a Wiilly Brandt e Helmut Kohl. Di ritorno a punti di riferimento seri e affidabili dopo le degenerazioni del berlusconismo. Ebbene, il nuovo Partito popolare sta avanzando seppur in sordina. Nonostante le perplessità non ancora fugate di Casini, il dinamismo portato dall’arrivo di Alfano e da esponenti politici dotati di quella “vision” (visione) che è mancata a Berlusconi, sta portando piano piano alla costituzione di un soggetto politico totalmente nuovo, che faccia riemerge quella tradizione politica radicata in Italia ma, a torto o ragione, oscurata o lasciata in secondo piano per oltre vent’anni.

La rinascita di un partito serio e forte come la Democrazia Cristiana nella migliore accezione, è inutile negarlo, è il sogno mai sopito anche di Piccinelli e Pagnoncelli che a quell’epoca mossero i loro primi passi in politica. Sarà davvero curioso vederli uno contro l’altro al congresso provinciale del Pdl, dal momento che – per loro stesse dichiarazioni – ambiscono alla stessa meta politica: il nuovo Partito popolare appunto.

Certo, se invece di fronteggiarsi unissero le forze, la partita sarebbe praticamente chiusa, Cl finirebbe in un angolo e Bergamo diventerebbe il primo embrione di quel Partito Popolare a cui entrambi dicono di far riferimento. Ma se in cuor loro è possibile che alberghi il sogno, le cose non sono così semplici, perché entrambi devono fare i conti con l’oggi. Quell’oggi che li incatena alle vecchie logiche del Pdl che, volente o nolente, non si possono ancora buttare a mare, nonostante la tentazione sia grande. Piccinelli ha incassato l’appoggio dell’attuale coordinatore provinciale Carlo Saffioti, con cui Pagnoncelli siederebbe al tavolo solo per porgergli un piatto avvelenato. Sul fronte opposto Pagnoncelli aveva stabilito, in un’epoca che sembra quasi archeologia e con finalità molto diverse dalle attuali, un asse con il ciellino Raimondi da cui per ora non può ritrarsi, pena le deleghe ottenute da Formigoni. Se poi aggiungiamo che Raimondi non passa certo per essere il migliore amico di Piccinelli e della Gelmini, le distanze per ora paiono incolmabili. Ma la sensazione è che il sogno di papà Gusmini sia solo rimandato.

Wainer Preda

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