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Politica

Sfiducia: oggi il voto su Romano, ma il ministro ha i numeri

Di Redazione28 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Saverio Romano

Il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano

ROMA — I numeri ci sono. A meno di clamorose imboscate, la sfiducia la ministro dell’Agricoltura Saverio Romano non dovrebbe passare. Il centrodestra ha fatto quadrato intorno al suo ministro e, sebbene siano possibili defezioni, la maggioranza dovrebbe reggere.

Romano ha incassato l’appoggio del Pdl. Anche gli ex Responsabili assicurano il loro sostegno con il capogruppo Silvano Moffa. Stesso refrain nella Lega dove l’ordine di scuderia è netto: niente scherzi su Romano. Messa in conto un’unica defezione – quella di Alessandro Montagnoli -, dal Carroccio non dovrebbero quindi arrivare brutte sorprese. I maroniani pronti ad allinearsi. “È chiaro che se l’opposizione presenta una mozione di sfiducia la maggioranza si ricompatta”, profetizza il capogruppo di Montecitorio, Marco Reguzzoni.

Bersani, come al solito, la mette in battuta: “Mi chiedo dove è finita la Lega di una volta. Si è persa nei boschi insieme alle ronde?. “È Bersani che mi sembra perso nelle nebbie…”, replica Reguzzoni.

Ma contro la Lega arriva la bordata del vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. “Oggi potrebbe essere scritta una bruttissima pagina della nostra storia repubblicana. E la responsabilità maggiore sarebbe della Lega, che votando a sostegno di Romano, tradirebbe le battaglie legalitarie e il sentimento della stragrande maggioranza degli elettori del Nord”.

L’opposizione non si fa illusioni e pensa già al dopo partita. “Sarà un attentato alla Costituzione e allo Stato di diritto” dice Di Pietro. Ma per Romano, convinto della sua innocenza in un processo per concorso in associazione mafiosa dove il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione, quella mozione è un semplice attacco al governo, nel tentativo di farlo cadere. “E’ una questione squisitamente politica – spiega il ministro – l’opposizione cerca in ogni modo di mandare a casa Berlusconi. In questo caso c’è una spiacevole questione personale di mezzo, ma li capisco, provano a fare quello che possono. E ricordiamoci che è la terza volta che viene messa ai voti una sfiducia individuale a un membro del governo, non era mai accaduto”.

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