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Melania, chat erotiche e foto osé tra Parolisi e l’amante

Di Redazione23 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Melania, chat erotiche e foto osé tra Parolisi e l’amante
Il luogo dell'omicidio
Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell’omicidio

TERAMO — Non è di Melania Rea il sangue rinvenuto all’interno della siringa trovata conficcata sul seno sinistro della donna. E’ quanto trapela dalle analisi del Ris di Roma. L’ipotesi, dunque, è che si tratti di un depistaggio intenzionale.

Il Raggruppamento scientifico dei carabinieri sta esaminando i 300 elementi repertati sulla scena del delitto al bosco delle Casermette. In base ai primi risultati, le tracce ematiche rinvenute nella siringa sarebbe di una donna, ma non di Melania.

La siringa dunque è stata raccolta in un qualche luogo e successivamente conficcata sul corpo di Melania per depistare gli investigatori. Nemmeno i dna all’esterno della siringa sono di Melania o Salvatore Parolisi. A fianco al cadavere della donna furono rinvenuti anche un laccio emostatico di vecchio tipo, due cappucci copriago di siringa e uno stantuffo di siringa tipo insulina.

Intanto è emerso che la relazione di Parolisi con Ludovica Perrone era tutt’altro che platonica. Salvatore Parolisi scriveva all’amante, Ludovica, messaggi ad alto contenuto erotico dalla stanza della casa dei genitori di Melania, mentre si trovava lì, a Somma Vesuviana, con la moglie. Si tratta di messaggi scabrosi, frasi osé: ma anche di alcune foto. Di istruttori e soldatesse.

Parolisi ha lasciato tutto questo materiale nel pc del padre di Melania, che usava per chattare su Facebook con l’amante mentre non era a casa sua. I messaggi venivano scambiati dopo la mezzanotte, mentre Melania dormiva – al piano di sopra – con la figlia.

A interessare particolarmente i pm sono anche le immagini. Una più di tutte. Raffigurerebbe due istruttori e due allieve della caserma, in una posizione definita “particolare”. Forse una pista per indagare se l’assassino di Melania – nel caso in cui non fosse Parolisi – si trovi proprio in caserma

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