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Pendolari, nuova beffa: la Fs pensano ad “adeguamento” tariffe

Di Redazione22 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un treno regionale

Un treno regionale

BERGAMO — Non c’è mai limite alla spudoratezza. Nonostante le ferrovie, soprattutto quelle regionali, siano un disastro colossale, l’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti ha detto oggi che le Regioni “per mitigare gli effetti della manovra sui treni, dovrebbero adeguare le tariffe del trasporto ferroviario locale al livello europeo”, ovvero aumentare i prezzi.

“Se le tariffe, che dipendono dalle Regioni e non da noi, fossero adeguate al livello europeo – ha ribadito Moretti a margine di un convegno sulla sicurezza promosso dalle Fs in collaborazione con l’Uic (Union International des Chemins de fer) – ci sarebbe un grande contributo. Ma sono decisioni politiche che devono cambiare abitudini culturali”.

Solo che i pendolari, di solito, non chiedono una mostra di architettura sui treni ma solo che funzionino, visto che oltretutto pagano. Ma l’amministratore delle ferrovie prosegue: “Gli aumenti, che se si considera gli standard italiani risulterebbero consistenti, sarebbero solo un adeguamento alla media europea”. “Occorrerebbe omogeneizzare il quadro visto che siamo l’unico paese al mondo in cui le tariffe del treno sono inferiori a quelle dell’autobus”. Ma siamo anche l’unico paese al mondo, permetteteci, dove se un’azienda è allo sfascio si chiedono i soldi ai cittadini per il risanamento. Oltretutto senza la certezza di conoscere dove vadano a finire quei quattrini. E già che ci siamo, magari sarebbe utile un adeguamento a livello europeo anche gli stipendi dei vertici aziendali.

“Occorre pertanto allineare queste tariffe ai diversi mezzi e razionalizzare l’offerta: non si possono avere doppioni tra autobus e treni sulle stesse linee. Servirebbe inoltre un biglietto unico integrato tra diversi mezzi di trasporto. I tagli alle Regioni – ha insistito Moretti – non sono mirati al trasporto locale e queste possono utilizzare varie voci di bilancio e varie leve. Certo se i tagli fossero confermati ci sarebbero effetti negativi. La scorsa settimana abbiamo inviato alle regioni lettere con la richiesta di conferma dei contratti e fino ad ora non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Certo è che se i tagli vengono trasferiti direttamente sui contratti sarebbe difficile, ma non sta a noi decidere cosa fare. I contratti sono chiari”. E si possono anche disdire…

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