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Isola

Yara, mancano i dna di 130 lavoratori del cantiere

Di Redazione21 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Novembre 2010, gli operai escono dal cantiere di Mapello

Novembre 2010, gli operai escono dal cantiere di Mapello

BREMBATE SOPRA — Che il cantiere di Mapello abbia qualcosa a che fare con l’omicidio di Yara Gambirasio è più di un un sospetto. Solo che, agli inquirenti che stanno indagando sul caso della ragazzina scomparsa il 26 novembre scorso e assassinata, mancherebbero i dna di 130 operai giornalieri che in quel periodo hanno lavorato nel cantiere. Lo sostiene il settimanale Oggi.

Secondo il giornale, di almeno 130 muratori stranieri che nel novembre del 2010 lavoravano nel cantiere dove i cani da fiuto avevano condotto i Carabinieri, gli inquirenti non hanno il Dna. Perché sono tornati in Romania, in Polonia, in Albania.

Il magistrato titolare delle indagini, Letizia Ruggeri, riferisce sempre Oggi, dovrebbe ora firmare delle rogatorie internazionali, come richiesto dal Nucleo investigativo dei Carabinieri e dalla Squadra mobile di Bergamo, ma non ha ancora avviato le pratiche al ministero di Grazia e giustizia.

Tra le ottomila tracce biologiche prelevate a parenti, familiari, amici, conoscenti, gente comune, ci sono anche quelle di 250 muratori italiani che lavoravano nel grande cantiere del centro commerciale di Mapello. Mancano però quelle di 130 muratori stranieri spariti nel nulla o semplicemente allontanatisi per lavorare in altre zone d’Italia o all’estero.

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