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Politica

Pdl, Pagnoncelli: accordo con Raimondi, Carrara e parte di An

Di Redazione21 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marco Pagnoncelli (a sinistra) e Valerio Carrara

Marco Pagnoncelli (a destra) e Valerio Carrara

BERGAMO — “Siamo io, Raimondi, Carrara e una parte di An senza Macconi. E’ questo l’accordo che abbiamo chiuso nelle scorse ore”. A parlare è Marco Pagnoncelli che in vista del congresso provinciale del Pdl scopre le carte sullo schieramento che, a questo punto, si troverebbe a fronteggiare l’esponente del blocco laico-gelminiano Enrico Piccinelli.

Pagnoncelli rilancia con forza quell’asse che aveva palesato con l’ormai celebre cena dei 500 amministratori alla Fiera Nuova, nel marzo scorso. “Solo che sarà un po’ più allargato – aggiunge -, l’obiettivo è quello di unire e dare prospettiva al partito. Puntiamo sugli amministratori non solo sul numero di tessere”.

Se si tratti di pretattica è difficile da dire. Di certo, il progetto politico di Pagnoncelli resta quello spiegato a Bergamosera la scorsa settimana. Ovvero un blocco formigoniano, che consenta al presidente della Regione di prendere il controllo anche della provincia di Bergamo per poi puntare più in alto. Verso Roma, con Alfano, e verso il Partito popolare europeo che pare essere il punto d’approdo naturale del Pdl nella versione allargata ai centristi. “Andare verso il Ppe però significa giocare con le regole del Ppe, non ha alcun senso fare strutture e regolamenti all’italiana”, sostiene il delegato di Formigoni.

Quanto al candidato bergamasco, accantonata l’ipotesi del ciellino Stefano Lorenzi, Pagnoncelli è sibillino: “Sarà un’autentica sorpresa. Un personaggio conosciuto. Potrebbe trattarsi di un buon ritorno”. Detto così sembra l’identikit di Pagnoncelli stesso. Le velleità dell’ex segretario provinciale di Forza Italia d’altronde non sono mai state accantonate. Ma è evidente che, qualora dovesse essere, il delegato di Formigoni scenderà in campo solo se avrà la certezza di vincere. Nel caso di confronto con Piccinelli, si tratterebbe di una riedizione dell’ultimo congresso di Forza Italia, anche se le condizioni politiche e di schieramento sono sostanzialmente diverse da allora. “Saffioti, Borra e D’Aloia non staranno da questa parte” sostiene Pagnoncelli.

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