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Politica

Congresso Pdl Bergamo: si va verso la sfida laici-ciellini

Di Redazione20 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Enrico Piccinelli

Enrico Piccinelli

BERGAMO — Due grandi blocchi eterogenei: uno laico, l’altro ciellino. Saranno probabilmente questi gli schieramenti che si confronteranno al prossimo congresso provinciale del Pdl che si terrà l’ultima settimana di novembre, forse la prima di dicembre.

Allo stato attuale, è difficile che al congresso bergamasco si arrivi con una candidatura unitaria, dopo anni di lotte interne. Più facile invece un faccia a faccia fra due candidati e la conta dell’effettiva forza di ciascun protagonista e relativi gruppi di sostegno.

Intanto proseguono febbrili le trattative sotterranee per allargare l’orizzonte e le potenzialità dei singoli schieramenti. Le cose sembrano a uno stato molto avanzato per il fronte laico, che vede come referente il ministro Gelmini e come orizzonte la mozione Alfano. Per questo blocco, il candidato sarà certamente l’assessore provinciale Enrico Piccinelli. Abbastanza giovane ma con una solida esperienza amministrativa alle spalle, attorno alla figura di Piccinelli stanno convergendo diversi gruppi, ultimo della serie quello centrista di Luigi Pisoni che ha deciso di aderire al Pdl anche in ottica Partito Popolare. Ma è possibile che al blocco si aggiungano, a breve, ulteriori arrivi di spicco del centrodestra bergamasco.

Più complessa la situazione nel blocco ciellino, capitanato dall’assessore regionale Marcello Raimondi, da sempre sostenitore di Carlo Saffioti e molto legato ai D’Aloia. La situazione, dicevamo, è parecchio complicata. Innanzitutto per una questione di strategia politica. Per come è configurato lo scenario attuale, CL per la prima volta dopo anni non sarà l’ago della bilancia fra due candidati altri, ma sarà chiamata a esprimere un proprio candidato. Si tratta di una sorta di ultima chances per Raimondi e soci: se il candidato sarà autorevole e vincente, l’asse del Pdl di Bergamo diventerà formigoniano. Se invece il candidato non sarà quello giusto e risulterà perdente, è logico che il potere di Raimondi e dei ciellini in Bergamasca verrà fortemente ridimensionato.

Chi sarà il candidato di questo schieramento? Pare che al momento ci siano almeno quattro nomi in lizza: tre di sindaci della provincia, uno più ad ampio raggio. Ma l’impressione è che si tratti più di una cortina fumogena per coprire il vero candidato: ovvero Tommaso D’Aloia, gradito sia a Raimondi, sia a Saffioti e sostenuto ovviamente dal padre.

Stando ai calcoli d’ingegneria politica, se si votasse oggi i due schieramenti grossomodo si equivarrebbero per numero di tessere, con una leggera prevalenza per il blocco Piccinelli (e sempre che Marco Pagnoncelli al congresso schieri il suo gruppo su posizioni raimondiane). Ed è qui la vera incognita: cosa faranno Pagnoncelli e i suoi?

Il delegato di Formigoni è un politico esperto e attento. Al nostro giornale ha detto che sosterrà un candidato formigoniano anche se non necessariamente ciellino. Ma c’è da scommettere che entrerà in campo solo se avrà la certezza di vincere. In caso contrario, è presumibile che se ne stia alla finestra a guardare, in attesa di tempi migliori. Anche perché sarà difficile far digerire ai suoi una potenziale alleanza con “l’odiato” Saffioti (il che, in senso opposto, vale anche per i saffiottiani).

Difficile, per questo blocco, trovare un candidato conosciuto e autorevole come Piccinelli in pochi mesi. Per questo Tommaso D’Aloia, giovane e anch’egli con una certa esperienza amministrativa alle spalle, potrebbe fare al caso. Tuttavia D’Aloia è conosciuto in città ma molto meno in provincia. Porta un cognome prestigioso, ma non gradito da tutti nel Pdl. Per questo sperare di farne una figura terza, di mediazione fra Piccinelli e un altro avversario “esca”, appare pura utopia.

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