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Politica

Tarantini cercò di far prostituire Manuela Arcuri

Di Redazione15 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Manuela Arcuri

Manuela Arcuri

BARI — Nuove esplosive rivelazioni nell’inchiesta per sfruttamento della prostituzione, relativa ad un presunto giro di escort gestito dall’imprenditore barese Giampaolo Tarantini. Secondo quanto riporta la Procura di Bari, l’uomo che cercò di ricattare Berlusconi avrebbe cercato di far prostituire anche Manuela Arcuri, ma l’attrice rifiutò.

Secondo le carte dei magistrati, l’imprenditore chiese all’attrice di prostituirsi con Berlusconi promettendole che il premier l’avrebbe favorita nella conduzione del Festival di Sanremo, ma lei rifiutò.

Della Arcuri si parla in due capi di imputazione. Uno riguarda il solo Tarantini per un episodio del 10 dicembre 2008: secondo gli investigatori, avrebbe cercato di indurre l’attrice “a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che egli l’avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa”.

In un altro episodio, oltre a Tarantini, è coinvolta la showgirl Francesca Lana. Il 25 gennaio e l’11 febbraio 2009, è scritto nel capo d’imputazione i due avrebbero compiuto “atti idonei e diretti in modo non equivoco a indurre Manuela Arcuri a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi prospettandole la possibilità di un personale interessamento di quest’ultimo (sollecitato vieppiù dalla stessa Arcuri) per consentire la partecipazione del fratello ad una trasmissione televisiva, non riuscendo a portare a termine il loro proposito per ragioni indipendenti dalla loro volontà”.

Francesca Lana è nota alle cronache mondane soprattutto per essere molto amica di Manuela Arcuri, e per le foto hot fatte con quest’ultima.

Nell’inchiesta sono otto in tutto gli indagati, otto in tutto fra cui anche Sabina Began, soprannominata l’Ape Regina. Nella lista compaiono, oltre a Tarantini e al fratello Claudio, anche l’avvocato brindisino Salvatore (detto Totò) Castellaneta e l’amico di Gianpi, Massimiliano Verdoscia.

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