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Export: Bergamo solo quarta in Lombardia

Di Redazione15 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo solo quarta in Lombardia per l'export

Bergamo solo quarta in Lombardia per l'export

BERGAMO — Nonostante la crescita dal giro d’affari, siamo solo al quarto posto in Lombardia per l’export. E’ quanto rivela l’ultima indagini trimestrale effettuata dal servizio documentazione economica della Camera di Commercio di Bergamo.

L’interscambio commerciale con l’estero della provincia di Bergamo, valutato ai prezzi correnti, è in crescita nel secondo trimestre del 2011 ma la dinamica delle esportazioni conferma una tendenza alla decelerazione già delineatasi nei precedenti trimestri e tassi di incremento più modesti dei valori medi regionale e nazionale.

Le esportazioni provinciali hanno raggiunto nel secondo trimestre dell’anno i 3.288 milioni (+10,3% su base annua rispetto ad incrementi del 13,2% in Lombardia e del 13,5% in Italia) in aumento rispetto ai 3.011 milioni del primo trimestre. Il valore cumulato dei primi sei mesi del 2011 sfiora i 6.300 milioni di export (+11,2 % tendenziale in confronto al +15,3% in Lombardia e al +15,8% in Italia).
Le importazioni di Bergamo segnano invece variazioni più consistenti delle medie regionale e nazionale. Crescono da 2.179 milioni nel primo trimestre a 2.252 milioni nel secondo (+18,9% su base annua contro +7,4% in Lombardia e +13,7% in Italia) e nell’intero primo semestre superano i 4.431 milioni con una crescita tendenziale del 23,9% (+12,2% in Lombardia, +18,2% in Italia).

L’incremento dei valori importati risente oltre che dei rialzi dei prezzi delle materie prime internazionali, di un incremento del commercio inter-industriale (soprattutto di beni intermedi) e forse di un maggior grado di penetrazione delle importazioni sul mercato interno dei beni finali di consumo.

Il saldo tra esportazioni e importazioni è sempre positivo ma si riduce a 1.036 milioni nel secondo trimestre 2011 (rispetto ai 1.087 del secondo trimestre 2010) e nel semestre a 1.869 milioni (contro i 2.086 del primo semestre 2010).

Variazioni tendenziali dell’export nel secondo trimestre 2011 oltre la media provinciale si osservano nei prodotti alimentari e bevande (+22,6%), nei prodotti in gomma-plastica e minerali non metalliferi (+17,5%), nei metalli di base e prodotti in metallo (+15,5%), negli apparecchi elettrici (+12,8%) e nei prodotti del tessile-abbigliamento e pelli-calzature (+11,1%).

Nei macchinari la crescita su base annua è del +8,9% e nei mezzi di trasporto del 10%. Ancor più contenuta la dinamica dei prodotti chimici (+6,8%), dei prodotti in legno (+4,5%) e nell’elettronica e ottica (+3,8%).

Per quanto riguarda le destinazioni geografiche dell’export provinciale nel secondo trimestre 2011, i progressi maggiori su base annua riguardano i paesi europei non appartenenti all’Unione Europea (+26%), l’Unione Europea (+14,6%) e il Medio Oriente (+14,7%). Debole la dinamica verso il Nord America (+1,6%) e inferiore alle media anche la crescita verso l’Asia orientale (+9,2%). Calano le esportazioni destinate all’Africa settentrionale (-43,2%), attraversata dalle ben note tensioni politiche e belliche, e all’America centro-meridionale (-2,3%).

I valori cumulati a metà anno – primo semestre 2011 – confermano la crescita dell’export provinciale (+11,2%) e ancor più delle importazioni (+23,9%). Bergamo contribuisce per 1,4 punti alla crescita dell’export dell’intera regione Lombardia (+15,3%), un valore relativamente modesto che colloca la provincia alle spalle di Milano, Brescia e Monza.

In termini di contributo alla variazione totale dell’export provinciale prevalgono i metalli e prodotti in metallo (3,3% pari quindi all’incirca a poco meno di un terzo della variazione complessiva), seguiti dagli articoli in gomma-plastica e minerali non metalliferi, macchinari e mezzi di trasporto. Tra le destinazioni geografiche, il contributo di gran lunga preponderante alla crescita viene dal mercato interno dell’Unione Europea (9,1% pari all’incirca ai quattro quinti dell’incremento complessivo). Negativo il contributo del Nord Africa, modesti quelli dell’intera area asiatica e dell’America centro-meridionale.

Per quanto riguarda i singoli paesi, Germania e Francia si confermano come partner principali di Bergamo e con export in crescita (+16,9 verso la Germania, +10,5 verso la Francia). In ascesa nell’area UE l’export verso Polonia (+25,5%), Austria (+23,2%), Romania (+33,9%) e Svezia (+24%). Calano le esportazioni verso i paesi dell’area Euro più colpiti dalla crisi (Grecia -14,9%, Portogallo -10,1%) e la crescita è inferiore alla media dell’Unione europea anche verso Spagna, Paesi Bassi e Belgio. Il Regno Unito è al quarto posto per dimensione assoluta dell’export, la variazione tendenziale è del +12,8%. Le importazioni dai principali quattro partner dell’interscambio (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) crescono in misura significativamente superiore alle corrispondenti esportazioni.
Per quanto riguarda i Paesi non appartenenti alla UE, l’export cresce del 12,5% verso gli USA, del 16,1% verso la Svizzera, del 14,2% verso la Cina (in calo invece del 4,7% verso Hong Kong), del 17,9% verso la Russia, del 57,2% verso la Turchia, del 17,4% verso l’India, del 13,8% verso il Brasile e, nonostante il terremoto, del 27,9% verso il Giappone. Continua anche la crescita delle esportazioni destinate a Israele e ai paesi petroliferi arabi (Emirati e Arabia saudita). Tra i Paesi che più contribuiscono a variazioni negative dell’export figurano Egitto e Algeria e in Asia (oltre alla già citata Hong Kong), Corea del Sud e Indonesia.

Disaggregando le esportazioni dei settori nelle due macro aree geografiche di riferimento (UE e paesi extraUE), si osserva che il contributo maggiore alla crescita dell’export sul mercato della Unione europea proviene dai macchinari, dai mezzi di trasporto, dai prodotti in metallo e dalla gomma-plastica: l’insieme di questi comparti vale 10 dei 14,3 punti di incremento. Nei confronti dei mercati extra europei, invece, il solo comparto dei metalli e prodotti in metallo vale 4,9 dei 5,8 punti di crescita. Significativo anche il contributo dei prodotti tessili. In calo invece l’export extraeuropeo di macchinari, mezzi di trasporto, legno-carta e dei prodotti chimici.

La dinamica recente va letta anche ala luce della distanza dai livelli precedenti la deflagrazione della crisi internazionale. Il recupero dell’export a metà 2011 (+11,2 % su base annua) non ha colmato la perdita accumulatasi nel triennio: il valore a prezzi correnti dell’export è ancora inferiore del 5,6 % rispetto ai livelli di metà 2008. La situazione è differenziata tra i settori: tre di questi (alimentari, gomma-plastica-minerali non metalliferi e prodotti chimici) sono già risaliti oltre i valori pre-crisi, mentre altri comparti di forte peso sull’export provinciale (macchinari, metalli e prodotti in metallo, tessile-abbigliamento) registrano un divario di oltre 10 punti.

La dinamica dell’export su base mensile conferma una variazione tendenziale in attenuazione più evidente a Bergamo (+2,8% a giugno) rispetto a Lombardia e Italia come risultato di una crescita minore delle esportazioni verso i mercati extra Unione Europea – le variazioni tendenziali sono inferiori ai corrispondenti dati medi Italia e Lombardia e peggiorano nell’ultimo mese (-8,6% a giugno) – mentre non si osservano scostamenti significativi nella dinamica verso l’Unione europea.

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