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Politica

Retroscena: Pdl e Udc, prove tecniche di Partito Popolare

Di Redazione13 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alfano e Casini

Alfano e Casini

BERGAMO — Diversi analisti sostengono, a ragion veduta, che il Pdl, così com’é, sia destinato a morire. Qualcuno dice per frantumazione, qualcun altro per implosione, altri ancora per esplosione. Lo vedremo. Certo è che il progetto politico dello stesso coordinatore Alfano, condiviso da un gruppo importante di esponenti politici non solo piediellini, punta decisamente oltre lo scenario attuale.

Il leader non è seduto a guardare ma sta costruendo un partito nuovo che, forse, si chiamerà Partito popolare e farà il verso al Ppe. Si tratta di un partito dentro cui confluiranno, probabilmente dopo la “frammentazione”, pezzi importanti del centrodestra italiano.

Della riedizione della Democrazia Cristiana si parla da anni. Tuttavia il nuovo partito popolare, pur essendo di stampo cattolico e costruito sul quel modello, avrà caratteritiche del tutto inedite. Se è pur vero che i padri putativi saranno discendenti della vecchia Dc, la classe dirigente, almeno nelle intenzioni, sarà completamente nuova. Composta da quei “migliori esponenti” del paese a cui ha fatto riferimento Casini a Chianciano.

Sì perché della partita, è ormai evidente, sarà anche l’Udc. Ai centristi piace l’idea di partito di stampo cattolico che vada oltre percentuali da partita di tennis, che affondi le radici in quei territori rimasti orfani di valori e punti di riferimento che il Berlusconismo non è stato in grado di coltivare.

L’idea è quella di una nuova formazione politica che sappia dialogare e si regga sui sindacati bianchi e la chiesa cattolica. Il disegno è gradito anche al Vaticano. Il cardinal Tarcisio Bertone lo sostiene, e sta premendo sull’Udc perché converga su questo progetto.

Dalle parole di Casini a Chianciano pare che il partito cattolico non disdegni. Il disegno, mediato da quella costituente centrista sempre annunciata e mai realizzata, dovrebbe prendere forma nei prossimi mesi. Pdl e Udc si scioglieranno dentro il nuovo Ppi, con obiettivo politiche 2013. Unica condizione posta da Casini: nel nuovo partito non c’é spazio alcuno per Berlusconi. Né come premier, né come presidente della Repubblica. E non potrebbe essere altrimenti, perché l’artefice delle feste di Arcore, sia in sede politica europea, sia in sede internazionale sarebbe impresentabile in un simile partito.

Sarà Casini stesso, che non ha mai nascosto le sue velleità, a candidarsi probabilmente al Quirinale. Mentre per il candidato premier i giochi sono aperti a figure del tutto nuove.

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