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Politica

Lo strapotere di Milanese rallentò l’attività della Guardia di finanza

Di Redazione13 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marco Milanese

Marco Milanese

ROMA — “Il fatto che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avesse dato, all’epoca dei fatti, l’esclusiva a Marco Milanese per la Guardia di Finanza, facendolo diventare, in pratica, l’unico referente, creò qualche problema di ordine pratico e un complessivo rallentamento dell’attività anche funzionale della Guardia di Finanza”. Lo afferma l’ex comandante delle Fiamme Gialle Cosimo D’Arrigo, in un verbale trasmesso dalla Procura della Repubblica di Napoli alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera.

Secondo l’ex comandante, il fatto che Marco Milanese fosse stato indicato da Tremonti come unico referente per la GdF comportava anche un altro problema: in alcuni casi, anche in ordine ad alcune nomine o trasferimenti, venivano bypassati i vertici della Guardia di Finanza.

Dal 2006 al 2011 l’ex braccio destro di Tremonti avrebbe preso, come cifra complessiva dei vari emolumenti derivati dai diversi incarichi a lui affidati, 1.368.000 euro. E’ scritto in un prospetto inviato dalla Procura di Napoli alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera.

Il caso Milanese torna oggi in Giunta. I lavori si dovrebbero concentrare sull’audizione del parlamentare del Pdl anche se dalla Giunta fanno sapere che, al momento, non c’é stata risposta alla convocazione.

I lavori della Giunta dovrebbero concludersi entro la settimana, mentre il pronunciamento dell’Aula è atteso per martedì 20 settembre.

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