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Italia

Melania, il mistero della sentinella che non vede

Di Redazione8 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

TERAMO — Per quattro volte ha detto che no, quella Renault Scenic di Salvatore Parolisi lui da là non l’ha vista passare. Ma la sua testimonianza non è stata creduta dai giudici che lo considerano inattendibile. C’è un testimone che potrebbe scagionare Salvatore Parolisi, ma su cui i magistrati nutrono forti dubbi.

Si tratta di Enrico Colasanti, sottufficiale in servizio al 123º Reggimento di Fanteria di Chieti, che il giorno della scomparsa di Melania Rea era di sentinella alla Ripe di Civitella, dove il cadavere della donna è stato in seguito ritrovato.

Il militare è stato sentito più volte dalla Procura. E ha sempre sostenuto di non aver visto passare l’auto di Parolisi dall’unica strada d’accesso alla zona. La zona in cui il militare si trovava in vedetta dista poche centinaia di metri dall’ipotetico luogo del delitto.

Nel primo interrogatorio – nove giorni dopo l’omicidio – Colasanti disse che “durante tutto il mio turno di servizio sono sempre rimasto di fronte la strada. Tengo a precisare che non mi sono mai mosso dalla mia postazione… non ho mai perso di vista il tratto di strada a me visibile. Da qui ho potuto notare che per tutta la mattinata sono passati solo mezzi militari”. Colasanti raccontò di aver visto solo due auto tra le 15 e le 15,30: una Fiat Stilo grigia che viaggiava a gran velocità e un fuoristrada grigio.

Nel secondo interrogatorio conferma la sua versione ma aggiunge: “Tra le 13 e le 14,30 non ho udito rumori provenienti dalla pineta, anche se successivamente ho appreso da due commilitoni che avevano pranzato qui e si erano trattenuti per circa un’ora, un’ora e mezza”. Ma dalla sua postazione, risulterà ai carabinieri, non si potevano sentire né le voci né i rumori di una macchina.

Nel terzo interrogatorio, oltre a confermare quanto detto in precedenza, spunta un nuovo particolare: “Ricordo di aver notato scendere (verso il boschetto, ndr) una sola autovettura della Forestale di Stato, ma non posso escludere che sia passata anche in direzione opposta”.

Di Parolisi e della sua Scenic con a bordo Melania, dunque, nessuna traccia. Ma i magistrati non lo ritengono credibile perché quel giorno, poco dopo le 17, sarebbe passata “sotto i suoi occhi” una Golf nera, ma lui non la vide. Scrive il gip di Teramo, Giovanni Cirillo, nell’ordinanza di custodia cautelare contro Parolisi: “In realtà durante il suo servizio non aveva visto e non ricordava di avere visto tutte le auto transitate nella strada sottostante la sua posizione, in quanto si è riscontrato il passaggio all’andata e al ritorno nel tardo pomeriggio del 18 aprile di una Golf nera, senza che lui si ricordasse nulla al riguardo”.

“Ma la Golf nera è davvero passata quel giorno?”, scrivono i legali di Parolisi nella memoria difensiva presentata al Tribunale del Riesame dell’Aquila a metà agosto. E citano le testimonianze di altre due vedette che quella sera non videro la Golf nera. Poi ipotizzano che l’auto passò di lì un altro giorno, in un altro turno di vedetta.

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