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Editoriali Politica

La manovrina a manovella

Di Redazione8 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

Per non fare quelli che criticano e basta, o che si limitano a fare battutine di poco gusto avanziamo una prima piccola proposta. Non troveremmo giusto limitarci alle battute di spirito perché a questo ruolo si è già candidato il Pd, che al posto di fare quello che avrebbe fatto una opposizione seria, e cioè presentarsi al Paese dicendo: ecco la nostra proposta; si limita appunto a fare cabaret.

E in sintesi la proposta è questa: invece di far diventar matti i cittadini il Governo non ha il coraggio di fare una bella “Robin-tax” sugli istituti di credito?

Perché in fondo la situazione in cui ci troviamo è tutta responsabilità delle banche che oggi stanno soffocando le imprese e accumulando utili e che stanno dettando regole ai governi perché siano i cittadini a pagare per l’ennesima volta al posto loro.

Mi spiego meglio: forse non tutti sanno che la Banca d’Italia, il nostro istituto di emissione della valuta (chi stampa i soldi) non è dello Stato, non risponde ai cittadini, ma è di proprietà esclusiva delle banche.

Se qualcuno avesse dei dubbi può verificarlo sul sito della Banca d’Italia a questo indirizzo: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti. E la Banca Centrale Europea, quella che ci sta obbligando alla manovra non è di proprietà degli stati membri, ma delle banche centrali (come Bankitalia), quindi in ultima istanza è delle banche anche essa.

Quindi le banche prima hanno fatto il disastro e sono venute dai singoli governi a chiedere di essere salvate per “proteggere i risparmiatori” e oggi vengono a dire, tramite la Bce ai governi di mettere le mani nelle tasche dei cittadini perché occorre lenire gli effetti di una situazione di cui sono le prime responsabili, ma di cui non vogliono pagare il prezzo.

Quello che ci si sarebbe aspettato da un “super ministro” sarebbe stata una chiamata a corresponsabilità proprio delle banche mettendo magari sull’altro piatto della bilancia una paventata nazionalizzazione di Banca d’Italia. Una manovra certo accompagnata da seri tagli ai costi della politica, partendo però questa volta da Roma, dai ministeri e dagli enti inutili.

Certo una manovra più difficile da fare, rispetto a quella che pare tanto la vicenda dell’asino di Buridano, morto perché eternamente indeciso sul secchio d’acqua da cui bere. Così alla fine si è scelto di bastonare gli Enti Locali, le pensioni, i cittadini, ma da chi si assume responsabilità di Governo ci si aspetta proprio questo il coraggio delle scelte difficili non la sudditanza ai poteri forti, altrimenti la democrazia muore.

Viene da chiedersi se in Gran Bretagna durante la II guerra mondiale al posto di Winston Churchill avessero avuto un superministro…

Camillo Flammarion

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