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Italia

Melania, la procura militare: fare chiarezza sulle molestie

Di Redazione6 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

ASCOLI PICENO — Fare chiarezza, anche se, visto il numero di testimoni da ascoltare, servirà del tempo. E’ questo l’obiettivo degli accertamenti della Procura militare di Roma sulla caserma ‘Clementi’ di Ascoli Piceno, sede del 235° reggimento Piceno, dove prestava servizio come istruttore di reclute femminili il caporal maggiore dell’Esercito Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio della moglie, Melania Rea, la donna uccisa il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella, nel Teramano.

“In questo momento non abbiamo novità di rilievo, le indagini proseguono. Occorre tempo, perché ci sono altre persone da sentire”, spiega all’Adnkronos Marco De Paolis, capo della Procura militare di Roma. Il reato ipotizzato nel fascicolo, per il momento senza indagati, è quello previsto dall’articolo 146 del codice penale militare di pace, ovvero “minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri”.

La Procura indaga su possibili relazioni improprie tra superiori e sottoposti nella caserma e le voci sulle presunte molestie alle soldatesse.

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